|
La comunità
dell'Isola del Giglio, come quella di ogni altro centro importante,
aveva i suoi Statuti di cui è rimasto ben poco. Essi raccoglievano
le disposizioni che regolavano la vita nei comuni. Nell'archivio
comunale del Castello è stato, per lunghi anni, conservato
un Libro degli Statuti del Giglio del 1558. Il Brizzi, nel suo
libro Cenno storico dell'Isola del Giglio ne riporta i capitoli
più salienti. Dalla loro lettura, abbiamo ricavato queste
informazioni: i gigliesi, nel XVI secolo, potevano dirsi liberi
e governati da leggi semplici e chiare, ed erano garantiti da
qualunque sopruso. Tutti i cittadini maschi, superiori ai venticinque
anni, erano potenziali elettori ed eleggibili alle prime cariche
dell'isola.
Podestà: era nominato ed inviato dai governanti dell'isola;
amministrava la giustizia e restava in carica, prima, per un anno,
ed in seguito, più a lungo, secondo la volontà del
sovrano.
Notaro: registrava tutti gli atti e le deliberazioni comunali.
Il notaro ed il podestà, decaduti dalla carica, dovevano
rendere conto del loro operato ai nuovi ufficiali e a tre rappresentanti
della popolazione; dovevano, inoltre, trattenersi nel comune per
almeno tre giorni per dare la possibilità ai gigliesi di
far valere le loro ragioni in caso di soprusi.
Chiamatori: cinque cittadini estratti a sorte tra tutti gli elettori,
che avevano il compito di scegliere, ogni sei mesi, sindaci, camerlingo
e consiglieri.
Sindaci: in numero di due, radunavano il Consiglio, nominavano
gli ufficiali, ascoltavano le testimonianze nelle varie cause,
controllavano i conti del Comune; tenevano l'inventario dei beni
comunali, venivano retribuiti con venti soldi al mese. Erano più
potenti del Podestà, infatti questi non potevano arrestare,
né interrogare nessuno se non alla loro presenza.
Consiglio minore: era formato da sei consiglieri, in carica per
sei mesi che aiutavano i Sindaci e controllavano le entrate e
le uscite del Comune.
Camarlingo: amministrava le finanze comunali (odierno economo).
Consiglio maggiore: era composto da undici membri, nominati dai
sindaci e dai consiglieri del Consiglio Minore, intervenivano
ai Consigli durante i quali dovevano rispettare regole severe.
….Ministrali: avevano gli stessi compiti degli odierni doganieri.
….Stimatori: valutavano i danni (odierni periti e geometri). ….Viari:
controllavano strade, suolo pubblico e fonti (odierni stradini,
vigili urbani ed acquaioli).
Operai di porto: controllavano che nulla fosse gettato nelle acque
del porto (odierno delegato di spiaggia).
Capitani di guerra: stabilivano i turni di guardia che ogni cittadino
era tenuto a svolgere e controllavano che venissero rispettati.
Guardie palesi e segrete
Testimoni di fama
Spartitori di mischie
Camparo: aveva gli stessi compiti della guardie forestale. ….Messo
comunale: era una persona a disposizione della popolazione che
veniva retribuito per compiere delle commissioni entro il comune.
Ambasciatori: erano persone inviate, per rappresentare il governo
dell'isola, al di fuori del Comune.
Come possiamo
constatare, nel XVI secolo, le cariche pubbliche al Giglio erano
molto numerose; da un censimento del 1594 risultano residenti
soltanto 187 persone. Possiamo concludere che, eliminando i fanciulli
e le donne, tutti gli abitanti del Comune, in questo periodo,
rivestivano una carica pubblica.
|