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"Documento e foto tratte dal catalogo Pro Loco Isola del Giglio"
Foto
Remo Mattera e Giorgio Sciubba
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Unico
Porto dell'Isola, piccolo e pittoresco, dalle case multicolori ed
il mare di una limpidezza impensabile per un porto (se ne vede il
fondale) riesce a conciliare, le esigenze commerciali con quelle
turistiche. Costruito per la prima volta dai Romani, rimase tale
per circa 18 secoli, poi ampliato nel 1796, e nel 1979 in seguito
ad una mareggiata eccezionale. Sulla sua sinistra si trova la Torre
del Saraceno costruita nel 1596 per volere di Ferdinando I, e poco
oltre, La caletta del Saraceno, dove, a pelo d'acqua, si distinguono
bene, le mura della cetaria per l'allevamento delle murene, parte
dell'imponente Villa Romana (I-II sec.d.C.) dei Domizi Enobarbi,
i cui resti sono stati, in passato, in gran parte inglobati nel
centro abitato.
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Sede
Municipale, sito a quota 405sIm, è cinto da imponenti mura
intervallate da tre torri a pianta circolare e sette a base rettangolare.
Eretto dai Pisani nel XII sec., più volte ampliato e restaurato
dai Granduchi di Toscana, è a tutt'oggi pressochè
intatto nel suo interno. Le vie strette, spesso sormontate da
archi, i balzuoli (scale esterne per accedere ai piani superiori),
la Piazza XVIII Novembre sulla quale domina la Rocca Aldobrandesca,
imponente costruzione difensiva, fanno di Giglio Castello una
meta suggestiva, dal fascino unico. Da non dimenticare una visita
alla Parrocchiale, che conserva pregevoli oggetti sacri e non,
e le numerose cantine dove viene prodotto e conservato il tipico,
ambrato e robusto vino Ansonaco.
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Ultimo
a nascere come centro abitato, costituisce, oggi, l'insediamento
turistico più importante dell'Isola con la sua bella e ampia
spiaggia sabbiosa. L'incantevole baia, è incorniciata, dal
Faraglione da un lato, e dall'imponente Torre medicea dall'altro.
La Torre, costruita tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII sec.,
un tempo si ergeva completamente isolata sugli scogli, mentre ora
è collegata da un piccolo ponte, e fu meta difensiva dell'eroica
cacciata dei tunisini nell'ultimo attacco barbaresco il 18 novembre
1799. I venti che spirano da sud, che qui giungono alle spalle,
fanno, della baia di Campese, palestra ideale per amanti di surf
e vela; mentre l'esposizione ad ovest ne fa teatro di stupendi tramonti.
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