- Giovedì 27 Giugno 2019 ore
Home page

Fauna
Animali

Informazioni turistiche

Ristoranti
Bar - Ritrovi

Informazioni sull'isola
Storia
Geografia
Centri Abitati
Fauna
Spiagge
Costa
Percorsi a piedi
Tradizioni
Canzoni mp3
Poesie
Foto
Video
Meteo

Fauna
Picchi Muraioli: Il picchio muratore può raggiungere una lunghezza di 16 cm e possiede un piumaggio le cui parti superiori sono di un colore grigio plumbeo e quelle inferiori di un color ruggine. La gola ed il mento sono bianchi ed una stria nera attraversa l'occhio. Il peso di un adulto si aggira sui 22-25 grammi. Il suo volo non è molto rapido ma è assai leggero, ed è capace di percorrere, senza fermarsi, lo spazio che divide un albero dall'altro e che talora può essere lungo anche un chilometro. Presenti in tutte le coste rocciose delle isole incluse le pareti di antiche fortezze e edificazioni.

Gabbiano reale: Stupendo vederlo in volo, I gabbiani sono ottimi nuotatori e fanno parte del paesaggio marino. Fendono l'aria battendo lentamente le ali, sfiorano l'acqua con larghe virate, si tuffano improvvisamente per raggiungere sott'acqua la preda che hanno individuata. Volano in modo meraviglioso, ma non veloce. Sfruttano le correnti d'aria che li aiutano a salire e a scendere, senza quasi muovere le ali. Si può dire con certezza che quando volteggia nel cielo nuvoloso, e si dirige verso la terra, la tempesta sta per arrivare. Gridano frequentemete con suoni rauchi, stridenti. Nidificano sul suolo o sulle rocce. Il loro nido è fatto con erbe secche e detriti portati dalle onde. Le uova, punteggiate di verde, sono covate, alternativamente da entrambi i genitori. I piccoli nascono dopo tré settimane di cova. Sono rivestiti da un piumino morbido e folto, di colore grigio a macchiette nere, si comportano diversamente secondo l'ubicazione del nido. Se questo è a terra, appena escono dall'uovo se ne vanno a zampettare sulla spiaggia ancor prima che le penne delle ali siano completamente formate se il nido è sulle scogliere scoscese, non si allontanano. Il gabbiano è onnivoro va alla ricerca del cibo in gruppo e mangia qualsiasi tipo di rifiuti. I piccoli, all'inizio, vengono nutriti con cibi predigeriti dai genitori e poi rigurgitati. I gabbiani sono uccelli accorti, ma non temono l'uomo: si trovano infatti in tutti i porti. Seguono le navi in vicinanza delle coste e amano la compagnia dell'uomo. La presenza sul versante sud orientale dell'isola aumenta in maniera considerevole nel periodo da Marzo a Giugno per la cova dell uova.

Coniglio: II coniglio è un mammifero erbivoro che si nutre di erbe, radici, cortecce di piante, tuberi, bacche, semi, frutta, ramoscelli. Il coniglio selvatico vive di preferenza nei luoghi sabbiosi o rocciosi e nei boschi dove può facilmente costruire le tane o utilizzare buchi e anfratti. Le tane sono scavate una vicina all'altra e spesso sono collegate tra loro da gallerie otterranee. Vive in gruppi, anche se il suo carattere non è dei più miti.

Passero Solitario:Il passero solitario è stato reso celebre dalla poesia del Leopardi, ma è tutto meno che quell'uccello triste descritto nei versi, poiché il suo canto, a metà tra quello di un merlo e quello di un tordo, si può ascoltare per tutto l'arco dell'anno. Predilige scogliere a picco sul mare, a volte antiche torri, rocche e chiese.

Corvo Imperiale:Il corvo imperiale è il più grande passeriforme e corvo europeo, le ali superano 1,3 metri di arghezza e dal becco alla coda è lungo tra i 62 ed i 70 cm. Raggiunge un peso di 1400 grammi ed ha neri il piumaggio ed il robusto becco, la coda è cuneiforme e la gola irsuta. Il suo piumaggio è talmente liscio che il corpo pare fuso in un unico pezzo, infatti le piume del collo si drizzano solo quando l'uccello è molto eccitato. E' dotato di un volo elegante e quasi rettilineo ed i maschi, durante il periodo degli amori, sostengono delle lotte furiose per il possesso delle compagne. E' presente sull'isola tutto l'anno. Pochi gli esemplari rimasti al Giglio, si possono vedere nelle aree interne e scogliere di ponente.

Rondoni:Il rondone compie una regolare migrazione verso i paesi tropicali impiegando pochissimo tempo per giungere a destinazione ed abbandonando in massa e nella stessa notte le città in cui ha nidificato. Gli spostamenti vengono effettuati in schiere numerose, difatti giunge a destinazione sempre a frotte. Sfrecciano veloci e si infilano negli anfratti delle torri e sui tetti.

Berta: Uccelli parenti degli albatros, cantano di notte emettendo potenti e strane urla, origine di molte leggende inclusa quella delle "sirene di Ulisse". Si distinguono in due specie, Berta maggiore e Berta minore. Si possono trovare da Aprile ad Agosto. Il loro canto si può sentire solo a notte fonda meglio se senza vento e luna, dalle rocce dove nidificano o in volo. Si può osservarle volare in mare aperto durante la traversata con il traghetto.

Falco Pellegrino:I falchi che appartengono alla famiglia dei rapaci, sono dei cacciatori fortissimi. La maggior parte di essi caccia altri uccelli in volo. Le loro ali strette e lunghe permettono un volo velocissimo, rapido eleggero. Sull'isola nidifica il falco pellegrino così chiamato perché è sempre in continua agitazione e mai nello stesso posto per molto tempo. Caccia buttandosi sulla
preda quasi verticalmente, con le ali appena aperte. Assale uccelli d'acqua, altri falchi, anitre, cornacchie.


Occhiotto: L'occhiocotto è lungo circa 14 cm con un piumaggio caratterizzato da un colore grigio-nero nelle parti superiori e da un biancorosso in quelle inferiori. Il capo è nero vellutato, la gola è bianca, le palpebre sono di un color mattone nude e gonfie.


Muflone: Al Giglio vive nella riserva del Franco dove è stata importata. Il mufloné ha grandi corna cave e permanenti. E' un ruminante, cioè fa passare dallo stomaco alla bocca piccole porzioni di erba precedentemente ingoiata, dopo averla strappata, per masticarla con calma. una grande capra selvatica, è stato introdotto nella tenuta del Franco per scopi venatori.

 

La foca monaca è ormai in estinzione nel Mediterraneo: ce n'è qualcuna in Sardegna o in Corsica, poi non se ne vedono più in nessun posto. Ma ancora oggi sull'isola, durante il periodo invernale, se ne notano due meravigliosi esemplari. Forse sono un maschio e una femmina, senza dubbio sono foche molto vecchie e molto furbe perché altrimenti non sarebbero potute sopravvivere alla mano dell'uomo. L'isola è un habitat ideale per loro, tant'è vero che in passato c'erano parecchi esemplari ed i pescatori, ma soprattutto i contadini, gli avevano dato il nome di "bove marino", perché durante il mattino o la sera tardi quando venivano a riva, sugli scogli, esse si spingevano all'intemo dell'isola fino ad arrivare nelle vigne per poi rotolarsi per terra. Ho sentito molte volte questa storia da vecchi contadini; mi sembrava quasi una favola, ma in realtà era proprio così. Un giorno di fine dicembre del 1993, in località Scoglio di pietra bona, un posto a mezzogiorno dell'isola e precisamente sugli scogli dell'Archetto, dove un fosso d'acqua dolce durante l'inverno scorre e si accumula della sabbia e gli scogli sono pianeggianti, esse si erano spinte fin lì per rotolarsi dentro la sabbia, che era tutta sottosopra perché veniva mescolata con le pinne ed il muso ed era tutta bagnata e piena di stereo. rimasto nel dubbio che qualche peschereccio le avesse prese con le reti per i pesci spada oppure che, mangiando i pesci presi nelle reti o nei tramagli, le foche, insieme al pesce, avessero ingoiato anche un pezzo della rete di nylon che (non riuscendo a digerirlo) taglia loro le interiora. Questa infatti è stata la sono scomparse. Ma un bei giorno del '96 sono ritornate; questa volta, sempre a mezzogiorno dell'isola, ma sopra le vasche di acqua che il mare tiene piene quando ci sono delle grosse mareggiate. Erano a circa due metri di distanza l'una dall'altra e rivolte con il muso verso il mare; mi sono avvicinato a circa cinquanta metri, ma al minimo rumore se ne sono accorte e con dei ruggiti strani si sono tuffate in mare. Non le ho più viste, ma sono sicuro che sono ancora intomo all'isola perché quest'anno, ormai pratico dei luoghi che frequentano e sapendo che lasciano in terra dei segni particolari, so che non si sono allontanate di molto; infatti a fine gennaio del '96, nella cala a sud-ovest dell'isola e precisamente Cala di pietra bona, a poche centinaia di metri dallo scoglio stesso da cui prende il nome la cala, c'erano tracce dello stesso tipo di quelle dell'Archetto, dove qualche anno prima si erano rotolate nella sabbia e Quello che più dobbiamo sperare è che non rimangano vittima dell'uomo, perché sarebbe proprio una grande perdita, immane, senza rime dio.

Descrizione di Biagio Stagno ( Bugia)

 






Community
Io sono gigliese
L'album delle foto
Vecchi ricordi
Genealogia gigliese
Lascia un saluto

Nuova Webcam in diretta
Circolo Nautico



Arte e artisti gigliesi
Giovanni Cavero
Argentino Pini
Ivio Lubrani
Benso Milianelli
Remo Mattera

Circolo Nautico


PageRankTop.com
 
Copyright © 2008 www.isoladelgiglio.net - ideato e realizzato da Massimo Bancalà