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GIGLIO REPORT

13 agosto 2019
Il monitoraggio delle tartarughe marine in Toscana (VIDEO)

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fonte greenreport.it

Un video sulle tartarughe marine per spiegare l’attivit√† di monitoraggio sulla biodiversit√† marina portata avanti da Arpat con l'Otb della Regione Toscana. E’ stato realizzato da Arpa Toscana un¬†video per spiegare l’attivit√† di monitoraggio sulla biodiversit√† marina¬†con particolare attenzione alle specie protette di grandi vertebrati marini come le tartarughe.


Nell’ambito delle attivit√† di monitoraggio della¬†biodiversit√†¬†marina Arpat, col suo Settore Mare, raccoglie informazioni nelle acque Toscane fin dalla sua costituzione, ma √® dal 2007, con l’istituzione dell’Osservatorio Toscano Cetacei, oggi¬†Osservatorio Toscano per la Biodiversit√†¬†(Otb), che ha avuto inizio con la rete regionale per il recupero di cetacei, tartarughe e grandi pesci cartilaginei, il monitoraggio sistematico di cetacei e tartarughe spiaggiati e/o catturati accidentalmente lungo le nostre coste.


Fanno parte della rete regionale di monitoraggio degli spiaggiamenti numerosi centri di ricerca pubblici e privati, musei di storia naturale, acquari, associazioni ambientaliste, università.

L’attivit√† di monitoraggio della rete Toscana parte sempre dalla segnalazione alla Capitaneria di Porto che ha messo a disposizione dei cittadini il numero gratuito e sempre attivo 1530.

Arpat, Universit√† di Siena, Istituto Zooprofilattico sperimentale del Lazio e Toscana, coadiuvati dall’Universit√† di Padova per i cetacei superiori a 5 m di lunghezza, coordinano le attivit√† per conto di Regione Toscana. Arpat in particolare aggiorna le¬†banche dati¬†regionali e nazionali e¬†redige un report¬†annuale su tutta l’attivit√† svolta, raccogliendo i contributi di tutti i partecipanti alla rete OTB.


Nei nostri mari toscani, in questo lungo periodo di monitoraggio, sono state registrate tre specie di tartarughe: quella comune Caretta caretta rappresenta il 98% delle tartarughe recuperate ma occasionalmente sono state registrate anche le rarissime tartaruga verde e tartaruga liuto.


La protagonista di questo video è la tartaruga marina comune in tutte le fasi della sua esistenza:



  • dalle nidificazioni di tartaruga¬†Caretta caretta¬†che eccezionalmente si sono registrate in Toscana per la prima volta nel 2013 e che in questi anni sono sempre pi√Ļ numerose, come¬†testimoniano i quattro nidi di tartaruga marina Caretta caretta individuati in questa estate 2019 lungo le nostre coste a¬†Cecina,¬†San Vincenzo,¬†Marina di Grosseto¬†e¬†Castiglione della Pescaia. Sempre pi√Ļ spesso sono proprio i cittadini, turisti o volontari che, grazie anche alla campagna di informazione¬†Chi trova un nido trova un tesoro¬†lanciata dall’OTB, individuano le tracce della nidificazione sulla sabbia o segnalano la schiusa delle uova; questo √® il caso riportato nel video quando, il 6 settembre del 2015, Valerio Scarinci e Giulio Innocenti dell’ “Orbetello Camping Village ‚Äď Gruppo Club Del Sole” hanno ripreso la schiusa delle uova e le tartarughine che raggiungevano il mare sul Tombolo della Giannella, vicino Porto S. Stefano (Orbetello, GR). A loro il nostro ringraziamento per la concessione delle immagini;

  • ai rischi e le minacce che le tartarughe possono incontrare durante la loro vita in mare: catture accidentali nelle reti da pesca (tramagli, palamiti e strascico), collisioni con natanti veloci, ingestione di rifiuti;

  • agli spiaggiamenti o ritrovamenti in mare di individui ormai morti (circa il 70%) oppure ancora vivi ma in difficolt√† (30% dei casi)¬†e che possono essere trasportati in uno dei 4 centri di recupero certificati da Regione Toscana per l’ospedalizzazione e le cure necessarie (Centro di Talamone, nel Parco della Maremma, il centro dell’Associazione Tartamare a Marina di Grosseto, l’Acquario di Livorno ed il centro Wwf di Massa). Nel video si descrive anche l’attivit√† che il Settore Mare di ARPAT effettua per analizzare lo stomaco degli esemplari deceduti per lo studio della loro dieta; tal volta nello stomaco degli animali si ritrovano grandi quantit√† di plastica anche se non ci sono ancora evidenze che queste possano essere dirette cause di morte. Inoltre il monitoraggio dei rifiuti antropici negli stomaci degli animali marini √® un’attivit√† prevista anche dalla direttiva quadro sulla Strategia Marina.

  • Infine come tutte le storie a lieto fine, gli esemplari di tartaruga che sono stati riabilitati nei centri di recupero vengono sempre liberati in mare,¬†come nel caso della protagonista del nostro video,¬†la tartaruga comune Eleonora, riabilitata presso l’Acquario di Livorno, e rilasciata l’11 giugno 2019, con la collaborazione della¬†Capitaneria di Porto, nelle acque dell’Area Marina Protetta delle Secche della Meloria.


Prima della liberazione in mare la tartaruga Eleonora √® stata marcata con una targhetta metallica, applicata sulla pinna anteriore sinistra, che riporta un numero identificativo che permette di¬†riconoscerla se dovesse essere ritrovata. Grazie alla collaborazione con l’Universit√† di Pisa¬†sul carapace della tartaruga √® stato applicato un tag satellitare che ci permetter√† di seguire gli spostamenti dell’esemplare, per alcuni mesi, accedendo al sito del¬†progetto CARESAT. Fino ad oggi Eleonora ha fatto un percorso di circa 700 Km, spostandosi verso sud fino ad arrivare nell’area campana.


Il video √® stato presentato¬†venerd√¨ 9 agosto a Camaiore¬†in occasione dell’evento pubblico¬†organizzato dal Comune di Camaiore e da Arpat, dedicato a¬†Le meraviglie del mare toscano: alla scoperta di un patrimonio da difendere.


di Agenzia Regionale per la protezione ambientale della Toscana




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  • Il monitoraggio delle tartarughe marine in Toscana












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