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08 ottobre 2019
Erosione costiera, in Toscana allo studio un sistema per migliorare la previsione del rischio mareggiate

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Fratoni: Maregot potrebbe consentire di rivalutare le opere di difesa costiera e i relativi criteri di progettazione. Al convegno “Gestione e prevenzione del rischio costiero di un territorio in evoluzione”, organizzato a Pisa da Regione Toscana e da LaMMA, il consorzio tra Regione Toscana e Consiglio Nazionale delle Ricerche, nell’ambito delle attività del progetto – MAnagement des Risques de l’Erosion cotière et actions de GOuvernance Transfrontalière (Maregot), si sono confrontati scienziati ed esperti di modellistica marina e rischio costiero che hanno fornito un quadro delle conoscenze attuali sulla dinamica del rischio per le zone costiere, anche nell’ottica dei cambiamenti climatici futuri.


Maregot vede la partecipazione di 5 regioni transfrontaliere del Marittimo “Italia-Francia”: Toscana, Liguria, Sardegna, Corsica e regione francese PACA (Provenza, Costa Azzurra e Alpi). E punta a stimolare la creazione di una strategia comune tra le regioni volta ad una gestione congiunta dei rischi derivanti dall’erosione costiera.


La Regione sottolinea che «Le zone costiere sono infatti tra gli habitat maggiormente esposti agli impatti del cambiamento del clima, non solo in termini di futuri scenari di innalzamento del livello del mare ma anche in termini di vulnerabilità ad eventi intensi sempre più frequenti».


Maregot si occupa di erosione e rischio costiero e, grazie a una migliore condivisione della conoscenza delle caratteristiche e della dinamica dei litorali del Mediterraneo Nord-Occidentale, il progetto vuole proporre «un’azione di pianificazione condivisa che individui soluzioni di intervento ottimali per la gestione del territorio anche in relazione alle caratteristiche morfologiche e climatiche dalla costa. Il rischio collegato all’erosione costituisce per questi territori una sfida comune anche in relazione alla cruciale tematica dei cambiamenti climatici. Si prevede che alcuni effetti del cambiamento climatico quali l’innalzamento del livello del mare e le mutazioni del clima meteomarino avranno notevoli conseguenze, che in parte già si manifestano, per gli anni a venire. Alcuni fenomeni meteorologici intensi e le mareggiate associate, come ad esempio quella dello scorso 28-30 Ottobre 2018, possono impattare in maniera pesante sull’economia di intere regioni, sulla conservazione degli ambienti naturali e sulla vita dell’uomo».


Intervenendo al convegno tenutosi alla Scuola Normale Superiore, l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni ha ricordato che «Con l’adesione della Regione Toscana al progetto Maregot, insieme agli altri partner stiamo cercando di puntare su ricerca e prevenzione in un settore ancora da esplorare molto come è quello dell’erosione costiera. Grazie alle risorse europee che arrivano là dove quelle regionali non riescono, riusciamo a non limitare i nostri interventi alla riduzione dell’erosione ma incrementare l’attività su conoscenze che potrebbero essere di grande valore per una pianificazione di lungo termine di risposta al rischio costiero, dove una migliore caratterizzazione delle onde che impattano sulla costa potrebbe consentire di rivalutare le opere di difesa costiera e i relativi criteri di progettazione».


Carlo Brandini, ricercatore Cnr LaMMA ha evidenziato che «Quando si parla di climate change in relazione al mare, ci si concentra spesso sul tema dell’innalzamento del livello del mare, molto meno conosciute sono invece le variazioni relative alle mareggiate. In questi anni, con i colleghi del LaMMA, abbiamo studiato come le modifiche nella circolazione globale dell’atmosfera connesse ai cambiamenti climatici stiano provocando delle variazioni nei regimi delle mareggiate alle nostre latitudini, dove alcuni tipi di eventi sembrano diventare sempre più frequenti. Una tempesta come quella dello scorso ottobre potrebbe essere meno rara nel prossimo futuro. In questo quadro è quindi cruciale riuscire ad affinare gli strumenti per la valutazione e la previsione del rischio mareggiata, in particolare per stimare l’impatto dei singoli eventi sulla costa. Nell’ambito del progetto Maregot abbiamo lavorato ad un sistema che in caso di evento intenso ci possa aiutare ad individuare quali aree della costa potrebbero essere maggiormente esposte all’evento in base alla caratterizzazione delle onde previste, alla loro direzione e lunghezza. Il sistema non è ancora operativo ma lo studio ha dato risultati davvero incoraggianti».


L’amministratore unico del LaMMA, Bernardo Gozzini, ha concluso: «Nell’ultimo decennio, grazie alla progettazione europa, il LaMMA, in sinergia con la Regione Toscana, ha investito molto sul monitoraggio e la sicurezza in mare. Abbiamo investito sia sulle competenze necessarie a migliorare la conoscenza del clima meteo-marino e la caratterizzazione dei rischi connessi alla fascia costiera, sia nella strumentazione e nella modellistica meteo-marina. L’attendibilità del servizio LaMMA di previsione delle condizioni del mare ne fa ad oggi una delle risorse più consultate sul web, sia dai cittadini, per la navigazione da diporto, che da operatori del settore, come compagnie di navigazione e cooperative di pescatori, che da utenti qualificati quali la Guardia Costiera Nazionale che utilizza le mappe meteo-marine del LaMMA all’interno del proprio sistema operativo attraverso il quale gestisce le operazioni di Save and Rescue nel Mediterraneo».









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