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GIGLIO REPORT

29 luglio 2019
Nella Toscana del sud la gestione integrata dei rifiuti urbani costa meno della media





fonte greenreport.it
Lo studio Cispel mostra «livelli di efficienza in costante miglioramento» per raccolte indifferenziate, differenziate, lavaggio e spazzamento

In Italia la Tari fornisce un gettito di circa 10 miliardi di euro l’anno, corrispondente a un quinto delle entrate comunali e pagato per il 60% dalle famiglie: i servizi di igiene urbana e gestione rifiuti non potrebbero esistere senza queste risorse, ma cosa assicura che vengano spese senza sprechi? Per rispondere con precisione e imparzialità Sei Toscana – il gestore unico del servizio integrato dei rifiuti urbani nell’Ato Toscana Sud – ha affidato all’associazione regionale delle imprese di servizio pubblico Confservizi Cispel Toscana la realizzazione dello studio “Analisi di benchmark dei costi della gestione dei rifiuti urbani di Sei Toscana e Ato Sud”.


Si tratta della seconda edizione del rapporto, dopo quella presentata lo scorso anno, che mostra in dettaglio quanto costa gestire le 517.972 tonnellate di rifiuti prodotte in un anno (il 2017) da 900mila cittadini, con un incremento costante della quantità dei rifiuti differenziati passata da 173.769 t del 2016 a 186.983 t nel 2017 e una peculiarità importante con cui fare i conti: il territorio sui cui opera Sei Toscana copre circa la metà di tutta la Toscana e ha una densità abitativa molto bassa (71 ab/kmq, con picchi pari a 49 ab/kmq) rispetto sia alla media toscana (163 ab/kmq), che alla media nazionale (circa 200 ab/kmq). Questo significa che occorre più tempo e bisogna percorrere più km per servire un identico numero di abitanti, con un impatto rilevante sui costi del servizio.


Nonostante questo «il lavoro che abbiamo svolto per Sei Toscana – spiega il presidente di Cispel Toscana, Alfredo De Girolamo – fotografa una azienda con profili di costi efficienti se confrontati con un benchmark nazionale, soprattutto per quanto riguarda i servizi di competenza diretta della società: raccolte indifferenziate, differenziate, spazzamento, e scelta tramite gara. Livelli di efficienza in costante miglioramento nei tre anni considerati (dal 2015 al 2017) come testimoniano gli indicatori per i vari servizi».


Nel dettaglio, il costo medio a tonnellata dell’intero servizio di gestione dei rifiuti urbani nell’Ato Toscana Sud appare più basso dei benchmark considerati – superiore soltanto alla media del Nord Italia – dal 2015 al 2017, ovvero in tutto il periodo considerato: 318€ a tonnellata (erano 330 nel 2016), contro i 355 della Toscana e i 376 rilevati per il Centro Italia. E rispetto ai Comuni equiparabili per densità abitativa lo scarto è ancora più evidente, dato che il costo di servizio di Sei Toscana risulta essere più basso, in media, di circa 50 €/t. «I dati elaborati per Sei Toscana sono molto positivi – aggiunge il direttore di Cispel, Andrea Sbandati –  gli indicatori di costo a tonnellata e ad abitante per i servizi che Sei Toscana eroga sono nella maggior parte dei casi inferiori ai dati medi di confronto, dato reso ancora più positivo dalla bassa densità abitativa dell’area servita, elemento tecnico che tende a far aumentare i costi unitari di raccolta e spazzamento».


Lo stesso si può dire osservando separatamente il costo a tonnellata del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti indifferenziati e differenziati, rispettivamente 65 €/t e 148 €/t (una differenza che non stupisce, dato che i servizi per la raccolta differenziata, a maggior ragione se intensivi come il porta a porta, sono più costosi ovunque). Numeri più bassi rispetto alle medie del benchmark considerato e superiore soltanto alla media toscana per i rifiuti differenziati (120€/t) a causa della già citata differenza di densità abitativa.


«Lo studio che ci è stato restituito ci conforta – commenta Leonardo Masi, presidente di Sei Toscana – perché evidenzia come i costi del servizio siano più bassi rispetto ai benchmark di riferimento. I dati del 2017 scontano  valori di raccolta differenziata ancora troppo bassi (39,4%, in aumento 1,2 punti rispetto al 2016, ndr), che purtroppo non consentono la creazione delle economie di scala necessarie. Sotto questo profilo sarà d’aiuto la progressiva crescita, già in atto anche grazie agli investimenti di Sei Toscana in accordo con molte della amministrazioni comunali di Ato Toscana Sud, delle percentuali di raccolta differenziata».


Per quanto riguarda invece gli altri servizi erogati, i dati sono già migliori della media: i costi per abitante del servizio di lavaggio e spazzamento delle strade appaiono più bassi di tutti i benchmark individuati. Il servizio fornito da Sei Toscana, infatti, costa €14 ad abitante, mentre si spende €25 nel Centro Italia, € 21 in Italia e € 19 in Toscana.


«Questo studio è uno strumento importante e significativo soprattutto se visto incardinato con la normativa sulla regolazione Arera che dal 2020 sarà operativa – conclude Alfredo Rosini, direttore generale di Sei Toscana – il report evidenzia che i costi sostenuti per il servizio di Sei Toscana appaiono minori rispetto a quelli censiti nel resto del territorio italiano. Se da una parte il dato per i cittadini è confortante dall’altra i dati confermano il momento di difficoltà economica del gestore. Nonostante questo siamo soddisfatti dell’importante passo avanti fatto negli ultimi anni sul fronte degli investimenti per il miglioramento della qualità dei servizi e della raccolta differenziata».





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