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Il presidente Giani e l’assessora Monni:  “Buona pratica nazionale ispirata dal progetto toscano ‘Arcipelago Pulito’”
Approvata ieri in Senato in via definitiva la Legge Salvamare, che consente ai pescatori che recuperano plastica in mare con le proprie reti di poterla trasportare a riva ed avviarla al riciclo.

Un risultato atteso da ben quattro anni, dopo la presentazione della legge stessa nel 2018 da parte dell’allora ministro dell’ambiente Sergio Costa. Atteso anche dalla Toscana che, sempre nel 2018, aveva aperto la strada verso la legge con il progetto ‘Arcipelago pulito’.

“Ancora una volta la Toscana è stata ispiratrice di un progetto nazionale per la tutela dell’ambiente – ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani esprimendo soddisfazione – Il progetto toscano ‘Arcipelago pulito’ ha permesso ai pescatori di portare a terra i rifiuti rinvenuti in mare, senza rischiare una multa. Questo progetto, che mostrava lungimiranza e senso pratico, è stato reso ancora più efficace grazie al recupero delle materie, a partire dalla plastica, e all’economia circolare. Siamo molto fieri del fatto che la legge ‘Legge salvamare’ abbia reso nazionale questa buona pratica toscana”. 

“Ci sono leggi – ha aggiunto l’assessora all’ambiente Monia Monni - che invece di tutelare l'ambiente lo danneggiano. E’ quello che accadeva prima che questa legge, è il caso di dirlo, arrivasse in porto. Ci è voluto del tempo e una discreta dose di caparbietà, ma finalmente questa legge è stata cambiata. E questo è stato possibile anche grazie al lavoro della nostra Regione, che ha avuto il coraggio di avviare il progetto ‘Arcipelago Pulito’, nel porto di Livorno, in accordo con i pescatori, Unicoop Firenze e Legambiente, che prevedeva la raccolta in mare e il trasporto a terra dei rifiuti per essere avviati al riciclo o allo smaltimento”.

La Toscana nel 2018, con ‘Arcipelago Pulito’, è stata la prima regione italiana a sperimentare le potenzialità del ‘fishing for litter’, ovvero la possibilità da parte dei pescatori di conferire i rifiuti raccolti in mare durante le ordinarie operazioni di pesca. Il progetto toscano ebbe una grande eco mediatica e fu presentato anche al Parlamento Europeo nel 2018, suggerendo alcuni emendamenti alla direttiva comunitaria sui porti. Le soluzioni individuate all'interno del progetto sono poi confluite nella proposta di legge Salva Mare.

“Una delle prime richieste fatte al ministero appena mi sono insediata – ha aggiunto Monni - fu proprio quella di lavorare per portare avanti la legge. Il progetto ISOLEM di Viareggio è uno dei diversi progetti che, successivamente ad Arcipelago Pulito e ad esso ispirato, si sono succeduti in Italia. Il progetto viareggino, come gli altri, ha costituito un’utile esperienza per poter esser pronti, al momento dell’approvazione della nuova disciplina, a costruire una vera e propria filiera toscana del ‘fishing for litter’. Obiettivo anche del progetto ‘Arcipelago Pulito 2.0’, che la Giunta ha approvato nel 2019 come estensione del primo, ma che proprio l'assenza di una legge nazionale ha impedito finora di realizzare”.

   

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