assistenti sociali e violenza istituzionalescritto da Toscana Notizie  

Si chiama “Voci invisibili, diritti negati”. L'Ordine regionale degli assistenti sociali, in collaborazione con la Regione, coinvolgerà attraverso un questionario oltre 150 associazioni attive nel settore dell'assistenza sociale

Un percorso di ascolto per far emergere i casi di violenza istituzionale e favorire attività e prassi utili a prevenirla. E’ questa la finalità di un progetto voluto dall’Ordine regionale degli assistenti sociali e sostenuto dalla Regione. Il progetto, dal titolo “Voci invisibili, diritti negati”, è stato presentato oggi a palazzo Strozzi Sacrati nel corso di una conferenza stampa cui ha partecipato l’assessora regionale alle politiche sociali.

La violenza istituzionale si manifesta quando le istituzioni pubbliche, invece di garantire diritti e protezione, diventano fonte di ingiustizia e sofferenza. Il progetto si propone come attività principale la somministrazione di un questionario a oltre 150 associazioni attive nel territorio regionale, i cui risultati saranno poi al centro di workshop tematici e un evento finale di restituzione.

L’assessora ha espresso soddisfazione per l’avvio di questo percorso sottolineando la delicatezza e l’importanza del tema della violenza istituzionale. Per l’assessora, occorre avere il coraggio di analizzare, cause, motivi, contesti, in cui si può verificare il rischio che le istituzioni possano rendersi negativamente protagoniste, fortunatamente in situazioni marginali, di comportamenti e prassi inadeguate, a causa anche di mancate risposte a fronte di bisogni sempre più complessi. Un tema che si collega, purtroppo, anche a quello del rischio di aggressioni e comportamenti violenti a danno di operatrici e operatori.

Questa mattina l’assessora ha voluto ringraziare l’Ordine degli assistenti sociali per la ormai stabile collaborazione e per aver voluto porre il tema alle istituzioni con la dovuta competenza e accortezza, nell'ambito di una profonda riflessione in atto all'interno della comunità professionale.
Secondo l’assessora, il progetto lanciato oggi è prezioso anche perché si fonda sull’idea che il servizio sociale non è un servizio che agisce in ottica meramente riparativa, ma ha come funzione principale quello di generare relazioni positive, il cui obiettivo sono le persone e i diritti, che devono essere sempre di più al centro dell’azione delle istituzioni.

Presentando il percorso, la presidente del Consiglio regionale della Toscana dell’Ordine Assistenti sociali ha spiegato che il progetto rappresenta, in linea con gli stimoli allo sviluppo di un sistema sociosanitari portato avanti dall'assessorato regionale, una consapevole assunzione di responsabilità e parte dalla considerazione che prevenire il maltrattamento e la violenza istituzionale sia il presupposto per avviare e sviluppare nuovi sistemi di welfare orientati all’esigibilità dei diritti. Ha ricordato che questo percorso parte dal 2023 quando ad un evento organizzato proprio a Firenze dall’Ordine Nazionale Assistenti Sociali la comunità professionale decise di accendere un faro su ciò che fa e come opera. La presidente ha concluso affermando che sui temi quali migrazioni, marginalità e povertà estrema; minori, famiglie e tutela; disabilità e salute mentale; donne e soggettività Lgbtqia+; giustizia, carceri e dipendenze, serve rimuovere l’opacità attorno al fenomeno della violenza istituzionale che di fatto rimane per la gran parte invisibile e affrontato solo per casi molto gravi quando l’attenzione mediatica si traduce nella caccia a responsabilità individuali senza mai affrontare la responsabilità di “sistema”.

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