scritto da ancitoscan.it
Il presidente Gaetano Manfredi ha espresso la contrarietà dell’Anci in merito alla norma inclusa nel recente decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri. “Pur apprezzando la proroga
dei limiti massimi dell’imposta di soggiorno anche per il 2026”, ha dichiarato, “ci preoccupa la disposizione che prevede di destinare una quota dell’eventuale gettito aggiuntivo alle coperture delle spese comunali per i minori e l’assistenza agli alunni disabili. Ribadiamo la priorità e l’urgenza della questione che abbiamo sollevato come Anci, che riguarda la crescita significativa delle spese a carico dei bilanci comunali, ormai vicine al miliardo di euro annuo. La necessità di affrontare questo squilibrio finanziario è centrale per la sostenibilità dei servizi locali. Tuttavia, ciò che il Governo propone ci sembra una “soluzione tampone” e incerta nel quantum, che scarica sui bilanci comunali una spesa che spetta allo Stato. L’imposta di soggiorno non costituisce un’entrata libera, ma è stata concepita per finanziare le spese direttamente collegate all’impatto dei flussi turistici (come mobilità, decoro urbano, rifiuti, sostegno alle strutture ricettive). L’utilizzo di questa imposta per finanziare spese obbligatorie per il sostegno a minori e disabili – che per loro natura sono spese statali – rischia di snaturare il principio fondante dell’imposta stessa. Pur rispondendo a un’esigenza immediata, questa impostazione va a riversare sui turisti e sui bilanci comunali (tramite un vincolo) oneri che sono di competenza statale, distogliendo risorse essenziali per le politiche turistiche locali.
In uno spirito di leale collaborazione istituzionale, chiediamo al ministro Giorgetti un incontro urgente e costruttivo per discutere approfonditamente questa norma e le relative previsioni nel disegno di legge di Bilancio. Convinti che si possano individuare insieme soluzioni finanziarie più strutturali ed efficaci per sostenere i Comuni nel far fronte ai loro crescenti oneri sociali, garantendo al contempo che l’imposta di soggiorno mantenga la sua funzione originaria a beneficio della filiera turistica”.
“L’ipotesi di aumento della tassa di soggiorno contenuta nel Dl Anticipi della manovra finanziaria 2026, che prevederebbe anche l’impiego del 30 per cento del maggior gettito da destinare al bilancio statale per incrementare le risorse del Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità e del fondo per l’assistenza ai minori, preoccupa i comuni costieri della Maremma perché rischia di penalizzare il turismo locale”, ha commentato in questi giorni Elena Nappi, sindaca di Castiglione della Pescaia e delegata di Anci Toscana alle politiche del mare e di promozione della costa.
“Come città turistica ci sentiamo minacciati e penalizzati da tali scelte del Governo. L’imposta di soggiorno era nata come misura di sostegno per i territori turistici, per finanziare i costi diretti generati dai flussi turistici, finanziare interventi di valorizzazione del territorio e garantire servizi da offrire, che vanno dal decoro urbano alla tutela ambientale, dalla gestione dei rifiuti alla sicurezza. I Comuni dovrebbero avere più libertà di utilizzo di tali entrate, non vedersi sottrarre risorse essenziali al mantenimento della propria offerta. L’aumento della tassa di soggiorno andrebbe poi a gravare sui visitatori, scoraggiando di fatto il turismo”.
“Queste ipotesi ci preoccupano e ci allarmano. Come Comune del G20Spiagge stiamo facendo una lotta estrema per il riconoscimento di una Legge che ci permetta un utilizzo non vincolato dell’imposta di soggiorno e questa situazione ci metterebbe in enorme difficoltà. Non possiamo veder ledere il lavoro costruito e portato avanti da anni, un lavoro che è finalmente approdato in Parlamento, una legge che è incardinata nella discussione parlamentare e che, con tali modifiche, rischia di diventare inutile”.













































