monni moniascritto da Toscana Notizie  

L’assessora: “Gli incrementi previsti dal Governo coprono a malapena l’aumento dei costi obbligati”

“Il consigliere regionale Tomasi fa un po' di confusione e rischia di dare numeri a caso”.

Così replica l’assessora al diritto alla salute della Toscana, Monia Monni, al portavoce dell’opposizione in consiglio regionale, che oggi ha lanciato l’allarme sui conti della toscana.  

“Il conto economico del primo trimestre - spiega Monni - non consente di prevedere il risultato finale di esercizio, anche perché in questa fase mancano ancora voci fondamentali di entrata, a partire dal riparto del Fondo sanitario nazionale indistinto che il Governo non ha ancora definito”.

“Certo – aggiunge l’assessora -  io sono la prima ad essere preoccupata, ma per i mancati finanziamenti. Sono settimane che sostengo pubblicamente quanto sia grave la condizione economica della sanità pubblica italiana.  La Toscana sta reggendo, ma dentro un quadro nazionale sempre più difficile”.

Monni rappresenta alcuni numeri. “La quota di Fondo sanitario destinata alla Toscana supera oggi gli 8 miliardi di euro – racconta - , ma gli incrementi previsti dal Governo coprono a malapena l’aumento dei costi obbligati come i rinnovi contrattuali del personale sanitario e sociosanitario, l’inflazione, l’aumento dei costi energetici (peraltro a causa di una situazione geopolitica non estranea alle responsabilità del Governo), l’attivazione delle case della comunità e della sanità territoriale prevista dal Pnrr, oltre alle nuove terapie farmacologiche innovative che hanno costi molto elevati ma rappresentano una speranza concreta di vita e cura per tante persone”.

Per l’assessora insomma “mentre le Regioni cercano di salvaguardare il sistema pubblico, il Governo continua a sottofinanziare la sanità nazionale”. “E quando si definanzia la sanità pubblica, - sottolinea - il rischio è semplice: aumentano le disuguaglianze e si spinge sempre più persone verso il privato”.

“Credo – conclude Monni - che il principale partito di governo dovrebbe occuparsi di questo, non di diffondere dati parziali che servono solo a piegare la realtà alla propria narrazione. Noi invece continuiamo a difendere un’idea precisa di sanità: pubblica, universale e accessibile a tutte e tutti. Una sanità che non lascia sole le persone più fragili. Ce la faremo, ma certamente non grazie alle politiche del governo Meloni”.

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