scritto da Andrea Mucedola fonte ocean4future.org  

Il 2 giugno festeggiamo la Festa della Repubblica, una giornata celebrativa nazionale italiana istituita per ricordare la nascita della nostra Repubblica in sostituzione dal regime monarchico precedente.

Si festeggia ogni anno il 2 giugno per ricordare la data del referendum istituzionale del 1946 con una celebrazione principale che avviene a Roma.

Il cerimoniale della manifestazione organizzata nella capitale normalmente prevede la deposizione di una corona d’alloro in omaggio al Milite Ignoto all’Altare della Patria da parte del Presidente della Repubblica Italiana seguita da una parata militare lungo via dei Fori Imperiali. Analogamente, cerimonie ufficiali si tengono su tutto il territorio nazionale con manifestazioni pubbliche solenni, con parate militari in forma ridotta. In tutto il mondo le ambasciate organizzano cerimonie a cui sono invitati i Capi di Stato del Paese ospitante. La Festa della Repubblica Italiana è una delle celebrazioni nazionali  italiane la cui presenza costante è l’esposizione del tricolore italiano. Con questo breve articolo voglio parlare di questo simbolo che, come leggerete, rappresenta i valori del nostro popolo.

Una storia iniziata oltralpe con l’esperienza giacobina
La nostra bandiera nazionale, comunemente chiamata il tricolore, trova molte somiglianze con altre bandiere europee. Il tricolore italiano deriva da quello transalpino, che nacque durante la rivoluzione francese dall’unione del bianco, il colore della monarchia, con il rosso e il blu, i colori di Parigi, e che divenne il simbolo del rinnovamento sociale e politico perpetrato dal giacobinismo delle origini. In realtà questo movimento ed ideologia politica assunse nel tempo molte connotazioni che abbandonarono i valori originali. Da un punto di vista etico predicava le virtù, sia domestiche che civili, la probità nell’esercizio dell’amministrazione dello Stato, l’altruismo e l’aiuto reciproco. Le derive del Giacobinismo portarono nel tempo ad irrigidimenti delle posizioni che comportarono la creazione di governi non democratici, settari e antidemocratici, come nel caso del giacobinismo illiberale di Robespierre, o nelle varie affiliazioni successive fino al bolscevismo ed al comunismo.

Al di là delle ideologie, le bandiere sono restate come simbolo nazionale, di unione degli ideali originali, che non dovrebbero essere corrotti dalle politiche ma dovrebbero restare dei fari per garantire gli ideali dei cittadini.  
.

Il tricolore italiano
Lo sventoliamo alle nostre finestre, come simbolo dell’unità nazionale, ma quanti di noi ne conoscono il vero significato? Senza raccontare la sua lunga e travagliata storia, nelle prime coccarde tricolori italiane, simboleggiava i diritti naturali, ovvero uguaglianza, libertà e fraternità. La prima traccia documentata dell’utilizzo di una coccarda tricolore italiana è datata 21 agosto 1789: negli archivi storici della Repubblica di Genova è riportato che testimoni oculari videro aggirarsi per la città alcuni manifestanti con appuntata sui vestiti la coccarda tricolore.

Dopo molti avvenimenti si giunse al 7 gennaio 1797, quando fu adottata la bandiera tricolore da parte della Repubblica Cispadana, primo Stato italiano sovrano a farne uso. Per questo motivo la festa del Tricolore italiano viene celebrata il 7 gennaio in quanto ne commemora la prima adozione ufficiale da parte della Repubblica Cispadana che avvenne a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797. Durante il periodo napoleonico, i tre colori acquisirono per la popolazione un significato più idealistico: il verde la speranza, il bianco la fede e il rosso l’amore per il nostro Paese.

La bandiera nazionale, come una grande madre, abbraccia il popolo italiano, come espressione della nostra unità al di là delle nostre opinioni politiche e convinzioni religiose. Non dimentichiamo l’art.1 della costituzione che afferma “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” e l’art. 12 che ne sancisce il simbolo ovvero “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”.

Quindi un Popolo che decide democraticamente, attraverso libere elezioni, e che viene rappresentato come simbolo sovrano dalla bandiera tricolore.

Riconoscersi in questo simbolo significa credere nel nostro Paese, nei suoi valori di libertà tolleranza e tradizione, ma anche difendere il nostro patrimonio storico e ambientale per preservare la nostra cultura in tutte le sue forme

Fu l’ex Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, all’inizio del XXI secolo, ad iniziare un’opera di valorizzazione e di rilancio dei simboli patri italiani, tricolore compreso. Durante i festeggiamenti per i 140 anni di unità nazionale, il 4 novembre 2001, a San Martino della Battaglia, in riferimento al tricolore, il Presidente Ciampi sottolineò

«[…] Adoperiamoci perché ogni famiglia, in ogni casa, ci sia un tricolore a testimoniare i sentimenti che ci uniscono fin dai giorni del glorioso Risorgimento. Il tricolore non è una semplice insegna di Stato, è un vessillo di libertà conquistata da un popolo che si riconosce unito, che trova la sua identità nei principi di fratellanza, di eguaglianza, di giustizia. Nei valori della propria storia e della propria civiltà. […]» Carlo Azeglio Ciampi

L’Italia non è un’espressione geografica, come lo statista austriaco Klemens Von Metternich affermò nel 1847, ma rappresenta la nostra storia, cultura e sentimenti che devono essere preservati e trasmessi alle nuove generazioni affinché la nostra italianità diventi elemento di arricchimento interno ed esternoLa bandiera quindi deve essere trattata con rispetto, quasi figliare, rappresentando l’Italia e i suoi valori sovrani..

Il cerimoniale italiano
Sebbene essa venga spesso esposta in manifestazioni sociali, non tutti sanno che esiste un protocollo per l’alzabandiera del tricolore. Tale cerimonia avviene, ogni giorno, alle prime luci dell’alba, con il vessillo che viene fatto scorrere velocemente e con risolutezza fino al termine del pennone. In ambito militare viene preannunciato da squilli di tromba o di fischi (sulle navi militari) ed è effettuato sulle note dell’inno nazionale, Il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli e Michele Novaro sin dal 1946.

0
0
0
s2sdefault
   

Articoli recenti

   
   

Ultime notizie  

   

Link.  

ORARI TRAGHETTI

WEB CIRCOLO

Britelcom Banner 160x600

nolegiglio1

maregiglio Banner 160x600

toremar Banner 160x600

 

 

 

Adietalibera Banner 160x600

 

 

 

   

Dialetto

Le parole che rendono il linguaggio dei gigliesi simile ad un dialetto. Da abbise a zirro cerchiamo di elencare in ordine alfabetico i termini

   

Giro dell'Isola

giglio isolaGiro dell'Isola in barca

Viaggio intorno all'isola. Seguimi ti farò visitare e conoscere la costa in un giro virtuale per visitarla in anteprima...

   

Soprannomi

Soprannomi

Fin dai tempi più antichi i gigliese usano riconoscersi oltre che con il nome ed il cognome a volte troppo comuni con un soprannome o un nomignolo.

   
© www.isoladelgiglio.net - by Massimo Bancala'