Guido Alberto RossiMi capita spesso, mentre guardo vecchie foto di gente che ho scattato negli anni in giro per il mondo, di soffermarmi su qualche immagine e ripensare al momento in cui l’ho scattata e mi viene naturale pormi la domanda: chissà che fine ha fatto?


È un po' come quando ti capita in mano la foto della tua classe Terza B delle medie, guardi le facce, ti ricordi i nomi dei vari compagni e siccome sono passati gli anni ti chiedi: chissà che fine ha fatto Arturo, che voleva fare il regista o Pietro che aspirava ad andare in serie A, perché era bravino a giocare a calcio.
Dei compagni della Terza B ho perso tutti i contatti dopo un paio d’anni da quando è stata scattata la foto. L’unico di tutti, che ho letto nelle cronache, perché era già po' mascalzone allora, è entrato in politica e quindi ogni tanto negli anni qualche giornale lo nominava; poi ha fatto un pasticcio ed è sparito.

Chissa'

Ma lo stesso gioco della memoria mi capita con tantissime mie foto.
Guardando la foto del pastorello Masai scattata in Kenya, una ventina d’anni fa, mi viene naturale pensare: chissà se l’ha mangiato un leone o è diventato il capo del villaggio, ha una grande mandria e si è sposato e ha fatto tanti piccoli Masaini?

Chissa'Chissa'

Sempre in Kenya avevo ritratto una ragazzina Masai, molto intraprendente, che faceva vari oggetti con le perline colorate e le vendeva ai turisti, era simpatica e bravissima nel contrattare il prezzo e allora penso: chissà se ha aperto una fabbrica di souvenir o se invece si è sposata ed è finita, purtroppo come da tradizione, a fare la multi-mamma, cucinare, lavare e a tempo perso andare al fiume a prendere l’acqua e nella giungla a prendere la legna, chissà?

Chissa'

È una specie di gioco che faccio con l’immaginazione e così girando per le mie foto, incappo in una immagine scattata in sala operatoria, di un torace aperto con i chirurghi che vi ravano dentro, viene naturale pensare: chissà se il paziente è sopravvissuto, anche perché, quando ho finito di fotografare, me ne sono andato ed il giorno dopo ero già a fare un altro reportage, con tutta la concentrazione sul nuovo soggetto.

Chissa'

Vado avanti a vedere foto e guardando un’immagine negli anni Settanta, scattata alla parata dei cadetti di Annapolis (accademia Marina USA) mi domando: chissà quanti saranno diventati ammiragli e quanti invece avranno gettato la spugna? Sempre guardando le foto del mio sito, ne vedo decine dove un chissà è d’obbligo, come per la numerosa famiglia indiana, tutta al completo, che sfreccia sulla motoretta: chissà se sono arrivati alla meta tutti d’un pezzo? O gli sposini di Las Vegas, chissà se sono ancora insieme?

Chissa'

Così mentre penso se questo tema è valido per un nuovo articolo, mi chiedo: chissà se i miei amici fotografi hanno gli stessi pensieri quando guardano le loro vecchie foto. Prendo il telefono e chiamo Daniele Pellegrini, gli domando se anche lui guardando le sue vecchie foto si domandi chissà che fine a fatto quello o quella scattata lì o là: risposta positiva.

Siccome è un po' che non sento Andrea Pistolesi, lo chiamo, ripongo il quesito e anche lui conferma, anzi aggiunge che gli è anche capitato di tornare in qualche posto dopo qualche anno e ritrovare il soggetto fotografato precedentemente. Come il riparatore pakistano di orologi che aveva fotografo e poi messo la foto sul suo calendario; tornando in Pakistan se l’era portato dietro e quando l’ha ritrovato a riparare orologi nello stesso posto glielo ha regalato e così è nata un’amicizia fotografica Italo-Pakistana.

Chissa'

Sono ormai lanciato a scocciare gli amici e chiamo Carlo Mari, che ha fotografato tantissime persone in Africa e che ultimamente ha fatto un libro sulle navi della nostra Marina Militare: Amerigo Vespucci e Cavour, che imbarcano tanta persone, e così salta fuori che quando rivede le foto africane ha i miei stessi pensieri fantasiosi mentre con le persone delle ultime foto scattate non ci sono dubbi su cosa fanno e faranno nel prossimo futuro. Forse tra qualche decennio, anche su questi ritratti gli verrà da pensare: chissà che fine ha fatto il nostromo?

Ultima telefonata a Paolo Curto, che ha passato la vita a fotografare belle ragazze, con e senza costume da bagno. Stessa domanda e risposta in parte uguale: sì, si chiede che fine hanno fatto Vanessa o Brigitte, così la curiosità lo porta su internet e le cerca per vedere chissà che fine hanno fatto e chissà come sono cambiate. In molti casi era meglio non farlo e restare a guardare le loro foto di venti o trenta anni fa. Forse è proprio questo uno dei destini delle fotografie: non limitarsi a fermare un istante, ma continuare a generare domande. E tra tutte, quella che ritorna più spesso è sempre la stessa: chissà che fine hanno fatto.

Chissa'

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