Un'analisi critica e un commento approfondito (l'inciso) sulla bellissima e recente poesia di Tonino Ansaldo, che celebra il legame storico e spirituale tra il granito dell'Isola del Giglio e il Campanile della Piazza dei Miracoli di Pisa.
I versi di Tonino Ansaldo si offrono come una straordinaria e commossa epopea della materia, un canto in cui la pietra cessa di essere semplice minerale per farsi custode di una fratellanza secolare. Il componimento ruota attorno a una verità storica e architettonica ben precisa: le sei colonne di granito gigliese poste alla base della Torre di Pisa, posizionate nei secoli passati proprio sul lato più debole della struttura per sostenerne il celebre e "divin difetto"
PIETRE NOSTRE
preziose,
sei pietre
Stanno.
Parenti
Al bianco noto
Supremo
Apuano.
Quelle sei
Sorelle nostre.
Di forte pietra madre.
Cilindriche.
Nei secoli
in soccorso
Misero
Al bianco sommo statuario.
Fragile
fratello marmo.
Frammenti d'isola.
Colosse colonne
Angeliche.
A radice poste
sul debole lato
Nel tempo
principe sostegno.
Al suo DIVIN difetto
Dal ciel voluto
Benedetto.
Di luce illustre
quel di Pisa
Sparge
Sul globo intiero.
Lei
Essere
Imperfetto.
Tonino, 1 settembre 2026













































