scritto da Toscana Notizie 

Differenze biologiche o legate a fattori socio-culturali ed economici influenzano sintomi e malattie: servono cure personalizzate. La Toscana ha anticipato fin dal 2014 la normativa nazionale  

Una sanità sempre più personalizzata, inclusiva ed equa. La Regione Toscana rilancia la medicina di genere, per curare anzitutto malattie e tumori rari ma non solo. La giunta ha appena approvato il piano per i prossimi tre anni, fino al 2028. 

Non si tratta solo di  ‘medicina delle donne’. La medicina di genere, formalmente riconosciuta con una legge del 2018, studia peculiarità e differenze di entrambi i sessi che posso influenzare sintomi e malattie (e dunque diagnosi e risposte alle terapie). Ma analizza anche fattori socioculturali ed economici che possono essere connessi con lo stato di salute.  La Regione Toscana ha anticipato la normativa nazionale e fin dal 2014 svolge un ruolo di riferimento per tutta Itala: nella programmazione sanitaria, nella ricerca, nella formazione degli operatori e nella valutazione degli esiti di salute. La forza dell’organizzazione toscana sta nella rete: nel coordinamento tra strutture regionali, aziende sanitarie, università ed associazioni e nella collaborazione con le reti cliniche regionali, per percorsi di cura sempre più personalizzati. 

Il piano per i prossimi tre anni si inserisce nel percorso già avviato. Punta ad una integrazione e diffusione ancora maggiore ed opererà su quattro aree: percorsi clinici di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione; ricerca e innovazione; formazione e aggiornamento professionale; comunicazione e informazione.

“Ci concentreremo sulla revisione dei percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali che già esistono spiega l’assessora alla sanità Monia Monni -. Particolare attenzione sarà dedicata alla collaborazione con le reti cliniche regionali, alla prevenzione oncologica e allo sviluppo di percorsi di cura sempre più personalizzati. Un ruolo strategico sarà svolto dalla ricerca scientifica e dall'innovazione, promuovendo collaborazioni tra aziende sanitarie, università, istituzioni e organismi tecnico-scientifici. Anche la salute nei luoghi di lavoro sarà coinvolta in questa riflessione”.

Particolare rilievo sarà dunque attribuito alla medicina di genere nella gestione delle malattie e dei tumori rari, nonché allo sviluppo di gruppi di lavoro multidisciplinari per condividere conoscenze, esperienze e buone pratiche. Anche la popolazione dovrà essere sensibilizzata sul tema, fin dalle scuole. 

Grande attenzione saràèrestata anche alla sicurezza e all'umanizzazione dell'assistenza, all'analisi delle aggressioni agli operatori sanitari secondo una prospettiva di genere e al benessere psicologico dei pazienti e delle loro famiglie. Nell'ambito della Rete oncologica toscana saranno sostenute iniziative per migliorare l'integrazione dei servizi, la continuità assistenziale e la personalizzazione della presa in carico.

“Il coordinamento tra strutture regionali, aziende sanitarie, università e associazioni – evidenzia Monni - sarà fondamentale per trasformare gli obiettivi programmati in azioni concrete e risultati misurabili”.

 

0
0
0
s2sdefault