scritto da greenreport.it
È bagarre attorno al futuro amministratore unico del neonato Consorzio: un incarico piuttosto appetibile in virtù della retribuzione lorda di 150mila euro Una riserva naturale di 1.534 ettari e polemiche infinite.
Con l'istituzione del Consorzio del Parco ambientale della laguna di Orbetello (Legge 11 del 24 gennaio 2025), tutti si auguravano si sarebbe cominciato finalmente a parlare di soluzioni ai pluridecennali problemi di gestione dei due specchi d'acqua compresi fra i tomboli della Giannella e della Feniglia.
Che negli ultimi trent'anni hanno provocato morie diffuse di pesci a causa di ricorrenti fenomeni di anossia: nel 1992-93, poi nel 2003, e infine nel 2015 e 2024. Solo per citare le stragi più massive di orate, spigole, muggini e anguille.
E invece, a pochi mesi dall'istituzione dell'ente, la prima discussione pubblica è divampata in una polemica sul nome dell'amministratore unico che dovrà essere nominato. Polemica che non ha visto contrapposti solo centrodestra, che sta al ministero dell'Ambiente e al governo del Comune di Orbetello, e centrosinistra, che guida Provincia di Grosseto e Regione Toscana. Ma anche un'accesa tensone all'interno del centrosinistra. Con il segretario provinciale del Pd, Giacomo Termine, e quello comunale di Grosseto, Marco Simiani, che hanno pubblicamente rinfacciato un «silenzio assordante» al presidente della Regione Eugenio Giani per non essersi pronunciato rispetto alla proposta dei tre nomi avanzati dal ministro dell'ambiente, Gilberto Pichetto Fratin. Fra i quali individuare il futuro amministratore unico del Consorzio cui saranno affidate le sorti del Parco ambientale della laguna orbetellana. Un incarico, fra le altre cose, piuttosto appetibile in virtù della retribuzione lorda di 150mila euro attribuita alla figura monocratica. Cifra ragguardevole, superiore addirittura a quella di un direttore generale di un’Azienda sanitaria locale.
I tre nomi in questione, peraltro, hanno subito attizzato lo scontro politico perché si tratta di persone appartenenti a Forza Italia, due delle quali con ruoli politici o amministrativi, avvalorando la tesi che si tratti dell’ennesimo episodio di lottizzazione politica di cariche pubbliche. Si tratta dell’ex senatore Roberto Berardi, vicecoordinatore regionale vicario e responsabile degli enti locali per la Toscana, nonché consigliere comunale delegato alla laguna di Orbetello. Dell'avvocata Roberta Bardi, segretaria di Forza Italia nel comune capoluogo della Maremma. E di Lucia Leoni, tesserata di Forza Italia, laureatasi lo scorso anno al corso triennale di ingegneria ambientale, nonché moglie dell'attuale sindaco di Grosseto (dello stesso pario) Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Tutti candidati che non sembrano avere affatto le caratteristiche di competenza specifica necessari per questo delicato ruolo.
D'altra parte, Pichetto Fratin, oltre a dover dirimere la diatriba in casa propria (Forza Italia), dovrà passare per le Commissioni ambiente di Camera e Senato, dove l'opposizione lo aspetta al varco per valutare i nomi rispetto ai criteri di competenza ed esperienza previsti dalla legge 14 del 1978, sulle nomine pubbliche.
I problemi della laguna d'altra parte non aspettano. I due specchi d'acqua separati dal ponte che gli orbetellani chiamano ‘la diga’ e che hanno una profondità che al massimo arriva ad un paio di metri, hanno infatti più di un problema. Problemi in parte mitigati dalla gestione delle tre bocche a mare dalle quali entra acqua salata e fuoriesce quella della laguna, mantenendo le acque interne con una bassa salinità. Le bocche di Santa liberata, in fondo al tombolo della Feniglia, e quella delle Saline, che attraverso il canale di Fibbia recepisce in fondo alla Giannella le acque dalla foce del fiume Albegna. E quella di Ansedonia dalla quale l’acqua della laguna si scarica in mare.
Le forti criticità ambientali, che negli anni hanno causato morie diffuse dei pesci, riguardano i processi di eutrofizzazione (eccesso di nutrienti) dovuti allo sversamento continuo di azoto e fosforo provenienti dall'agricoltura (fertilizzanti) che favoriscono la proliferazione incontrollata della macroalga vegetale. Le temperature elevate dell’acqua nei mesi estivi, che spesso superano i 30 °C trattenendo meno ossigeno e accelerando i processi biologici. La decomposizione ad opera di batteri di enormi masse algali che si depositano sul fondo e consumano quasi tutto l'ossigeno presente nell'acqua. Lo scarso ricambio idrico, che in assenza di ventilazione o di efficiente pompaggio meccanico azzera la circolazione dell'acqua. Il rilascio di acido solfidrico (H2S) sviluppano da batteri solfato-riduttori negli strati anossici delle acque che avvelenano la fauna della laguna.
Anche per questi motivi, appaiono un po' surreali sia il livello delle candidature espresso dal Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (Mase), sia quello delle polemiche politiche che ne sono seguite. Peraltro, la scelta del presidente della Regione Eugenio Giani di non rispondere al ministero, ha un precedente nello stesso atteggiamento tenuto in occasione della troika proposta dallo stesso Picchetto Fratin coi nomi dei tre papabili a presiedere il Parco nazionale dell’Arcipelago toscano. Gesto di accusa nei confronti della mancata concertazione.
Quanto al merito della questione, l'onorevole Marco Simiani, capogruppo del Pd in Commissione ambiente a Montecitorio, ha fatto quattro proposte di emendamenti alla legge 25 del gennaio 2026 (istitutiva del Consorzio di gestione, ndc) per migliorare la tutela del patrimonio ambientale costituito dalla laguna di Orbetello. In primo luogo, chiedendo di stanziare «10 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028 per accelerare la messa in sicurezza e la bonifica del sito ex Sitoco (dove fino agli anni 80 venivano prodotti concimi chimici e fertilizzanti, ndc) e di portare a 3 milioni annui le risorse destinate al Consorzio di gestione della laguna». Le altre proposte, inoltre, riguardano «una disciplina specifica per autorizzare la movimentazione dei sedimenti derivanti dall’escavo dei fondali, attraverso procedure più chiare ed efficaci, controlli e monitoraggi, così da favorire la circolazione delle acque e contrastare i fenomeni di deterioramento ecologico, aggravati anche dagli effetti dei cambiamenti climatici». Con il quarto emendamento sulla governance del Consorzio Laguna di Orbetello, viene chiesto che «la nomina dell’amministratore unico sia subordinata al parere preventivo delle competenti Commissioni parlamentari, ferme restando l’intesa con la Regione Toscana e la consultazione degli altri enti consorziati».
L’obiettivo è rafforzare trasparenza, controllo istituzionale e responsabilità nelle scelte che riguardano un bene comune. «Governo e maggioranza – conclude Simiani – hanno l’occasione di dimostrare che la tutela ambientale non si esaurisce negli annunci e che le esigenze della Maremma meritano la stessa attenzione riservata ad altri territori. Ci aspettiamo che questi emendamenti vengano accolti: garantire risorse per le bonifiche, rendere più efficaci gli interventi e assicurare una governance trasparente significa difendere l’ambiente, sostenere le attività economiche legate alla laguna e tutelare il futuro della comunità di Orbetello».