scritto da elbareport.it  

Scritto da  Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera Per oltre cent’anni è rimasta adagiata sui fondali di Giglio Campese, diventando un punto di riferimento per gli appassionati di immersioni e parte della memoria dell’isola. Poi, qualche tempo fa, la sua misteriosa scomparsa.

 Le indagini condotte dalla Guardia Costiera hanno permesso di rintracciarla nella rada di Porto Azzurro, all’Isola d’Elba, a circa 15 metri di profondità.

 A riportarla in superficie sono stati i sommozzatori del 5° Nucleo Operatori Subacquei della Guardia Costiera di Genova, protagonisti di una delicata operazione di recupero. Due tonnellate di ferro, assicurate con apposite imbracature e sollevate grazie all’impiego di palloni di sollevamento, fino a riemergere dalle acque ed essere adagiate in sicurezza sulla banchina.  

Si tratta di un’ancora di tipo Ammiragliato, risalente a un periodo compreso tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, testimonianza della storia marittima e parte del patrimonio culturale subacqueo tutelato dalla Convenzione UNESCO.  

Ora si valuta la possibilità di riportarla all’Isola del Giglio, restituendo alla comunità un simbolo della propria memoria.  

Sotto la superficie c’è una storia che appartiene a tutti. E ogni giorno c’è chi si immerge per proteggerla.

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