scritto da greenreport.it  

Wwf: un fatto storico. Legambiente: una bellissima notizia e una vittoria per l’ambiente. I commenti di PD, M5S, Lega, Facciamo Eco e Verdi

Ieri la Camera dei Deputati, con 460 voti a favore un solo voto contrario, ha approvato definitivamente la Proposta di legge costituzionale che inserisce la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi fra i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica italiana.

Dato che si tratta di una maggioranza che va ben oltre i due terzi dei voti (420) richiesti, la proposta di revisione costituzionale entra immediatamente in esecuzione fin dalla sua pubblicazione.

Infatti, il provvedimento modifica gli articoli 9 e 41 della Costituzione e incide direttamente sullo Statuto delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano in materia di tutela degli animali. «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. L’Articolo 9 fa parte degli articoli “fondamentali” della Costituzione e conteneva già la tutela del patrimonio paesaggistico e del patrimonio storico e artistico della Nazione, con la riforma si attribuisce alla Repubblica anche la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi e viene specificato esplicitamente un principio di tutela per gli animali. Infatti ora nell’Articolo 9 si legge: «Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali».

Invece, la modifica all’articolo 41 sancisce che la salute e l’ambiente siano paradigmi da tutelare da parte dell’economia, al pari della sicurezza, della libertà e della dignità umana. Ora l’Articolo 41 sancisce che «L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, alla salute, all’ambiente. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali».

Infine, le modifiche introdotte dal Progetto di legge costituzionale stabiliscono una clausola di salvaguardia per l’applicazione del principio di tutela degli animali negli Statuti speciali delle Regioni Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta e delle Provincie del Trentino-Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia.

Una modifica costituzionale rappresenta sempre un passaggio importante per il nostro sistema-Paese, e non può che ispirare fiducia la rinnovata attenzione dedicata all’ambiente in questo contesto. Ma occorre ricordare che “tutela dell’ambiente” non è sinonimo di “sviluppo sostenibile”, anzi: i 7 disegni di legge originariamente avanzati per la modifica costituzionale prevedevano in alcuni casi l’inserimento in Costituzione dello “sviluppo sostenibile”, scelta poi cassata per quieto vivere.

Difficile per chiunque schierarsi contro la “tutela dell’ambiente”, mentre lo “sviluppo sostenibile” inserisce questa tutela in un contesto più ampio, fatto anche di sostenibilità sociale ed economica, il che significa cercare un equilibrio tra istanze diverse, che sappia andare oltre gli slogan su un impossibile “impatto zero”, prevedendo ad esempio la realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile o per la depurazione delle acque, o per la gestione dei nostri rifiuti.

La modifica costituzionale appena conquistata dal Parlamento dove si collocherà dunque, nella mera conservazione dell’esistente – mentre la crisi climatica inesorabilmente avanza, modificando inesorabilmente i nostri sistemi naturali – oppure in una declinazione della “tutela dell’ambiente” più progressista? La Costituzione rappresenta la cornice generale di questo cambiamento, ma tutto dipenderà dalle leggi che saranno chiamate ad applicarne i principi.

Nel frattempo il ministro della Trasizione Ecologica, Roberto Cingolani, presente in aula a Montecitorio al momento del voto, ha commentato: «Penso che sia una giornata epocale. E’ giusto che la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi diventi un valore fondante della nostra Repubblica, è un passaggio imprescindibile per un Paese come l’Italia che sta affrontando la propria transizione ecologica. Per le azioni che facciamo oggi e per le conseguenze che ci saranno in futuro sulle prossime generazioni, questa conquista è fondamentale e ci permette di  avere regole ben definite per proteggere il nostro pianeta».

Secondo Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, «Il via libera definitivo arrivato dalla Camera alla proposta di legge che prevede l’inserimento nella Costituzione della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi rappresenta una bellissima e storica notizia per il nostro Paese. Stiamo parlando di un tema cruciale legato al nostro Pianeta, al centro delle politiche mondiali, europee e delle mobilitazioni dei giovani, che non poteva mancare tra i principi fondamentali della nostra bellissima Costituzione. Ora l’auspicio è che il nostro Paese passi anche dalle parole ai fatti affrontando con più decisione e concretezza i grandi temi ambientali, a partire dalla lotta alla crisi climatica e dalla diffusione degli impianti a fonti rinnovabili, e i tanti problemi irrisolti con interventi, riforme – come l’introduzione dei delitti contro la flora e la fauna che ancora manca all’appello – e azioni che vadano nella direzione della sostenibilità ambientale, dell’innovazione e della giusta transizione ecologica ed energetica».

Per la presidente del Wwf Italia, «Il voto di oggi rappresenta un fatto storico. Finalmente la tutela dell’ambiente diventa un principio fondamentale della Repubblica a cui la legislazione futura si dovrà ispirare e a cui la legislazione passata si dovrà adeguare. Questa modifica costituzionale è un primo importantissimo passo che armonizza il nostro sistema con i principi formulati a livello europeo e internazionale e fatti propri dalla giurisprudenza costituzionale, di legittimità e di merito. Per dare concretezza a questi passaggi è ora necessario definire un sistema normativo organico e innovativo a tutela della natura d’Italia Il nuovo assetto costituzionale rafforza significativamente il principio della sostenibilità, sin qui trattato solo in termini di dottrina e giurisprudenza, e crea il presupposto per aumentare il livello di salvaguardia del capitale naturale che costituisce la base insostituibile di tutte le nostre attività anche economiche».

Il Wwf rivendica la conclusione positiva di una sua battaglia nella quale l’associazione si è spesa con grande determinazione: «E’ significativo che questo storico evento coincida con l’anno del trentennale dalla entrata in vigore della legge sulla tutela della fauna selvatica e la disciplina dell’attività venatoria (L. n. 157/1992) che necessita con urgenza di essere modificata. Oggi infatti gli strumenti normativi a tutela della biodiversità, degli ecosistemi e degli animali non sono idonei a raggiungere gli obiettivi di conservazione fissati a livello comunitario che trovano ora nella nuova riforma costituzionale. Un’esplicitazione di valori e dei principi a cui questi si riferiscono».

Anche per il presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri, «con la tutela degli ecosistemi in Costituzione l’Italia fa un enorme passo avanti riconoscendo la centralità non solo dell’ambiente in senso ampio, ma anche ponendo la conservazione della biodiversità come materia costituzionale. Il voto del Parlamento con l’approvazione definitiva  segue di poco le parole analoghe del Presidente della Repubblica. A questo punto ci aspettiamo un’attenzione conseguente sulle politiche di tutela del patrimonio naturalistico. L’Unione Europea ha posto l’obiettivo di arrivare per la fine del decennio al 30% di aree protette. L’Italia, con le sue eccezionali bellezze e la sua ricchezza di biodiversità, ha le carte in regola per centrare il risultato».

Soddisfatti anche a FacciamoEco: «l Parlamento ha finalmente approvato a maggioranza assoluta il disegno di legge di riforma costituzionale che introduce tra i principi fondamentali della nostra Carta la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli animali. Una legge che guarda alle future generazioni e che finalmente pone un freno all’iniziativa economica in netto contrasto con la salute e l’ambiente. Noi di FacciamoECO non possiamo che gioire dinnanzi a una così importante riforma di civiltà. Oggi si scrive una pagina storica per la tutela del nostro ambiente e per il futuro delle prossime generazioni».

Soddisfatta anche Chiara Braga, responsabile nazionale transizione ecologica, sostenibilità e infrastrutture del Partito Democratico: «Il voto a larghissima maggioranza della Camera dei Deputati per l’inserimento dell’ambiente in Costituzione è un momento storico per il Parlamento italiano, raggiunto grazie al sostegno parlamentare del Partito Democratico nei quattro passaggi alla Camera e al Senato. La tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, insieme alla tutela degli animali, diventano principi fondamentali della nostra Costituzione, nell’interesse delle future generazioni. E l’attività economica, pubblica e privata, dovrà essere indirizzata e coordinata a fini ambientali oltre che sociali. Non può esserci futuro senza preservare l’ecosistema e tutelare l’ambiente. Lo dimostrano le tante sfide poste dalla transizione ecologica, l’emergenza climatica che investe già oggi il nostro Paese, le tante imprese che creano innovazione e lavoro nell’economia verde, i settori che devono essere sostenuti e accompagnati in un processo di transizione che tenga insieme sostenibilità ambientale, economica e sociale. Con la modifica degli articoli 9 e 41 della Carta costituzionale l’ambiente si configura non più come mero bene o materia regolata da atti normativi specifici, bensì come valore primario e sistemico, posto a fondamento della nostra legislazione e della nostra società, delle scelte sociali ed economiche».

Per il movimento 5 Stelle, che rivendica l’approvazione della Proposta di legge come una sua vittoria, «E’ una giornata storica per il MoVimento 5 Stelle e per l’Italia». I pentastellati ricordano che «E’ stato un cammino lungo e tortuoso, ma alla fine ce l’abbiamo fatta».

Il senatore M5S Gianluca Perilli aggiunge che «L’inserimento della tutela dell’ambiente e degli animali nel nostro dettato costituzionale rappresenta un grande passo in avanti, sia per quanto riguarda la tutela dei nostri territori, sia dal punto di vista giuridico. Una modifica che ci proietta nel futuro e ci permetterà di affrontare con ancora più forza e decisione le prossime sfide, sia in Italia che in Europa. Mai momento fu più significativo per l’approvazione di una legge di questo tenore sulla tutela del nostro ecosistema, dal momento che va in controtendenza rispetto alla incomprensibile decisione della Commissione Europea di dire “sì” all’inclusione del nucleare nella tassonomia verde. Una scelta contro la quale si erano pronunciati diversi Stati dell’Unione».

Festeggia addirittura la Lega considerata, insieme a Fratelli d’Italia, il Partito italiano meno ambientalista e che in passato non si è fatta mancare posizioni negazioniste climatiche. In aula è intervenuto Filippo Maturi che poi ha commentato sulla sua pagina Facebook: «Sono emozionato e orgoglioso di questo importante risultato: finalmente il lavoro e l’impegno ha pagato e ora nella nostra costituzione la tutela degli animali e dell’ambiente è nero su bianco. Nel mio intervento ho ribadito che questo non è un punto d’arrivo, ma solo un punto di partenza: occorre varare al più presto leggi che prevedano finalmente pene severe, ma soprattutto certe per chi maltratta gli animali. Lotta al randagismo tramite una massiccia campagna di sterilizzazione, chiusura dei circhi con animali, riconoscimento dello status di esseri senzienti degli animali, sono solo alcune delle priorità che non possono più aspettare».

Europa Verde/Verdi commenta: «La modifica della nostra Costituzione, con l’inserimento della tutela dell’ambiente, è un fatto di straordinaria importanza, un fatto realmente storico. Con la modifica dell’articolo 9 della nostra Carta, insieme alla tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico, verranno tutelati anche l’ambiente, gli ecosistemi, la biodiversità e inserito anche un principio di tutela per gli animali che si disciplinerà attraverso forme specifiche di legge dello Stato. Dalla fine degli anni ‘90, i Verdi si sono battuti con appositi disegni di legge costituzionali per raggiungere questo obiettivo. Ora ci auguriamo che con questa modifica costituzionale ci sia un cambio di passo nelle politiche ambientali nel nostro Paese. Purtroppo l’Italia detiene il record di procedure di infrazione e di violazione di direttive europee in materia ambientale e di leggi sul clima. Ciò non deve assolutamente più accadere è il momento che l’Italia agisca nell’interesse delle nuove generazioni, per realizzare quella giustizia climatica e sociale di cui il Paese ha bisogno».

   

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