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Geografia



Isola del Giglio: Isola del mar Tirreno, la seconda per estensione (21,2 km2) dell'arcipelago toscano dopo l'isola d'Elba; dista 13 km dal promontorio dell'Argentario. Di natura quasi ovunque granitica, rivestita da pini marittimi e da arbusti tipici della macchia mediterranea (lecci, corbezzoli), l'isola ha una morfologia montuosa, culminando nel Poggio della Pagana (496 m). Le coste sono scoscese, rocciose e orlate di scogli, a eccezione della spiaggia Campese, piuttosto
estesa, situata a nord-ovest, e di alcune cale che si aprono nella parte orientale dell'isola. La popolazione, , vive nei tre centri di Giglio Porto, Giglio Castello (situato nell'interno dell'isola, in posizione dominante e racchiuso dalla cinta di mura medievali), e Campese, sulla spiaggia omonima. L'economia poggiava sull'agricoltura (diffusa era la vite), sulla pesca, ma soprattutto ora sul turismo balneare e subacqueo, grazie anche alla bellezza dei fondali costieri.

 

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La nascita dell'Isola

La nascita del Giglio è il risultato di un lentissimo innalzamento del fondale marino. Sono state formulate varie ipotesi, ma quella più attendibile sulla ormazione del complesso è la seguente:

a) sul fondale erano presenti ammassi di rocce sedimentarie che fecero fondere masse di granito generando pressioni sulle rocce sottostanti;

b) il granito fuso, più leggero delle rocce soprastanti, tese a risalire in superficie spingendo in alto lo strato di sedimento che ricopriva il magma granitico e lo sollevò fino a farlo emergere dal mare;

e) si venne così a creare un ampio tratto di terre emerse che univano il Giglio all'Argentario, allora ancora inesistenti come entità separate. Questo processo è riconducibile a circa 5 milioni di anni fa;

d) le azioni erosive degli agenti atmosferici, misero a nudo il granito liberando lo dalle rocce sedimentarie di copertura, ed il Giglio assunse la sua forma attuale;

e) le rocce che costituivano il "ponte" tra i futuri Giglio e Argentario,furono completamente erose non presentando granito sottostante, tenace e resistente all'erosione.

 

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Le foto della costa inserite in questa pagina delle zone dei punti segnalati è accompagnata dalla cartina con i nomi che consigliamo di stampare.
CALA DEL SARACINO: vi erano approdati i Saraceni. CLICCA QUI

IL MIGLIACCIO: stampata su un liscione, vicino all'albergo Saraceno, ha la forma di un tipico dolce gigliese.CLICCA QUI

LE MARINE: era un luogo dove le donne facevano il bagno.

LE CORNE: su uno scoglio sembra scolpita una mano atteggiata a coma.CLICCA QUI

IL CANE: è uno scoglio che assomiglia al muso di un cane.

CALA MISERERE: cala situata sotto il cimitero. CLICCA QUI

CALA DELLO SMERALDO: lì l'acqua ha il colore dello smeraldo. CLICCA QUI

CALA DELLE CANNELLE: lì vicino c'è una valle e la presenza d'acqua fa crescere un canneto.CLICCA QUI CLICCA QUI

IL CANNONE: viene fuori dalla costa uno spuntone di roccia simile al fuso del cannone, rivolto verso il mare.

PUNTA CAPO MARINO: scogli che sporgono. CLICCA QUI CLICCA QUI

IL BACCELLO: vi coltivavano i baccelli.

CALA DELLE CALDANE: è una cala riparata, dove fa molto caldo. CLICCA QUI CLICCA QUI CLICCA QUI

I PUNTONI: c'erano massi di granito appuntiti ricavati dalle cave.

ACQUA DEL PRETE: vi è una sorgente di acqua dolce a pochi metri dal mare detta del prete, che era il padrone dei terreni lì attorno.

PUNTA TORRICELLA: in antichità c'era una piccola torre. CLICCA QUI

CALA DEGLI ALBERI: alle spalle della cala, crescono tanti alberi. CLICCA QUI

IL TAMBURO: è un grosso scoglio che esce dal mare a forma di tamburo. CLICCA QUI

LO STIVALE: c'è uno scoglio a forma di stivale. CLICCA QUI

L'ORECCHINO: c'è uno scoglio che assomiglia al lobo di un orecchio.

LO SPECCHIO: un piccolo foro di una decina di centimetri su uno scoglio sul mare permette di vedere l'acqua dall'altra parte, quasi fosse riflessa. CLICCA QUI

ZAMPA DI GATTO: c'è uno scoglio che assomiglia ad una zampa di gatto. CLICCA QUI CLICCA QUI

PUNTA CORBAIA: c'è uno scoglio a forma di corba (cesta). CLICCA QUI

CALA DELLA ROVINA: scoglio scosceso.CLICCA QUI

TAVOLA DEL MAGGIORE: un grande masso squadrato Staccatosi dalla montagna assomiglia ad un tavolo. Del Maggiore perché padrone dei terreni lì attorno. CLICCA QUI

IL FORONE: ìl forone corrisponde al delfino, lì andavano i delfìni a mangiare i pesci catturati dalle reti dei pescatori.

CALA TAMBURATO: ci sono scogli a forma di tamburo.

CALA SARACINESCA: c'è uno scoglio simile ad una saracinesca. CLICCA QUI

PUNTA CAPEL ROSSO: ci sono scogli ramati che sembrano attraversati da venature simili a capelli rossi. CLICCA QUI

SCHIZZATOIO: vicino al mare c'è uno scoglio con un grosso foro, così che quando vi si infrange il mare questo schizza fuori formando tanti spruzzi. CLICCA QUI

SALTO DI GIANNI: da uno scoglio alto si tuffò un certo Gianni.

CALA DELLE TRÉ FONTI: perché vi sono Sorgenti di acqua dolce.

CALA DELL'ALTURA: roccia alta e scoscesa. CLICCA QUI

PUNTA DEL SERRONE: territorio molto assolato e caldo come una grande serra. CLICCA QUI

IL SEGATO: perché una "cote" di granito sembra tagliata da una sega. CLICCA QUI

L'ARCHETTO: con l'erosione del mare e del vento hanno formato un arco naturale nella roccia. CLICCA QUI

CALA DI PIETRABONA: c'era uno scoglio grande e piano adatto all'attracco delle barche che dovevano caricare l'uva raccolta nelle vigne li vicino. CLICCA QUI

CALA IL CATINELLO: fra gli scogli c'è una conca che sembra un piccolo catino. CLICCA QUI

I FAMILIARI / PALMAIO: lì c'è una grande palma. CLICCA QUI

CALA DEL CORVO: vi nidificavano dei corvi. CLICCA QUI

RIPA DELLA PENNA: vi si trovavano le penne dei corvi che nidificavano li vicino. CLICCA QUI

LO SROVINATO: la costa si presenta molto rovinata, presentando massi e frane sparse. CLICCA QUI

PUNTA DELL'ERESIA: vi è la convergenza di correnti contrarie e perciò c'è sempre mare agitato ("eresia" sta per aresia: roccia scoscesa). CLICCA QUI

CALA LA SPIGOLA: è riferita al piccolo tappo fatto a tronco di cono che serviva per assaggiare il vino.

SCOGLIO LA CAPPA: è un isolotto a forma di cappa. CLICCA QUI

CALA DELL'ALLUME: nelle vicinanze vi era un particolare minerale: l'allume di rocca. CLICCA QUI

CALA DEL SALTO DEL CANE: è una caletta molto stretta, tanto che un cane poteva saltare da una parte all'altra.

PIETRALTA: è una roccia alta e scoscesa. CLICCA QUI

SALINE / SALINELLE: nelle fosse degli scogli si depositava l'acqua che, evaporando, lasciava il sale. CLICCA QUI

PUNTA, SCOGLIO, SPIAGGIA DI MEZZOFRANCO: sono situati nel territorio del Franco. CLICCA QUI CLICCA QUI

PUNTA GESSO: è una scogliera chiara come il gesso. CLICCA QUI

LA LETTERA: è uno scoglio piatto vicino al mare simile al foglio di una lettera.

POZZARELLO: lì vicino c'era un pozzo di acqua dolce. CLICCA QUI

LA DONZELLA: è uno scoglio che assomiglia ad una giovane donna. CLICCA QUI

PERTUSO: è una cala stretta, angusta (pertugio). CLICCA QUI

ISOLELLA: è una scogliera staccata dalla costa.

SCALETTINO: scogli degradanti che permettono di scendere in mare come su una scaletta. CLICCA QUI

PIGNOCCHI: gli scogli assomigliano a piccole pigne.

CALA DI SPARAVIERI: i Turchi durante un'incursione, spararono su quelle rocce. CLICCA QUI

IL CHIAPPONE: è un canalone vicino al mare in mezzo al quale si erge uno sperone di roccia dove i pescatori legavano la sciabbica invece di gettare la mazzera con il pedagno.

CALA DI BONGIOVANNI: il terreno alle spalle della cala era di un certo Giovanni. CLICCA QUI

PUNTA DELLE SECCHE: lì vicino ci sono le secche. CLICCA QUI

CALETTA DEI SAPONI: tré grossi blocchi di granito staccatisi dalla mon tagna assomigliano a tré pezzi di sapone. CLICCA QUI

PUNTA FENAIO: in passato i contadini vi ammucchiavano e conservavano il fieno. CLICCA QUI

IL RICCIARDO: il fondale era ricco di ricciarde.

CALA SACCO DI TINTA: vi sono sulla costa delle buche naturali dove i pescatori tinteggiavano le reti, utilizzando la corteccia dei pini che vi sono nelle vicinanze. CLICCA QUI

SCOGLIO TRENICAIOLO: è uno scoglio che si muove quando il mare è mosso.

PUNTA DEL MORTO E CALA DEL MORTO: poiché vi fu trovato morto un contadino gigliese. CLICCA QUI

LA ROTA: sulla costa tra la macchia vi si scorge un sasso a forma di ruota. CLICCA QUI

CALA CARBUGINA: con la legna che raccoglievano facevano il carbone. CLICCA QUI

BANCA PIANA: vi è una cote a forma di panca. CLICCA QUI

TESTA DI DANTE: è uno scoglietto che esce dal mare e che presenta, visto dalla parte a nord, il profilo di Dante. CLICCA QUI

PUNTA DELLA CROCE: un grande scoglio sul mare presenta una spaccatura a forma di croce. CLICCA QUI

LA MELA: un grosso scoglio vicino al mare presenta la figura di una mela. CLICCA QUI

IL COLOMBO: vi nidificavano i colombacci.

CALA DELLA CAMPANA: c'è uno scoglio simile ad una campana rovesciata. CLICCA QUI

PUNTA SUBBIELLI: lì vicino si escavava il granito con le subbie (scalpelli).

LA CALETTA: è una piccola cala. CLICCA QUI

PUNTA CAPEZZOLO: era così chiamata per uno scoglio che assomigliava ad un capezzolo. Recentemente lo scoglio si è staccato dalla parete rocciosa come è visibile dalla seconda immagine.CLICCA QUI CLICCA QUI

CALA ARENELLA: la rena della spiaggia era sottile. CLICCA QUI

IL PICCIONE: vi erano nidi di piccioni. CLICCA QUI

CALA CUPA: è una cala stretta e profonda. CLICCA QUI

GLI SCOGLIONI: grandi blocchi di granito isolati sul mare. CLICCA QUI

SCOGLIO DELLA NAVE: è uno scoglio in mare, sulla punta del Lazzaretto, simile alla prua di una nave.

CALA DI MEZZO: è situata fra la Cala del Lazzaretto e Cala Cupa. CLICCA QUI

LA GABBIANARA: su quello scoglio si fermano numerosi gabbiani. CLICCA QUI

CALA DEL LAZZARETTO: c'era un Lazzaretto dove tenevano in quaran tena i malati di peste. CLICCA QUI

CALA DELLA FICAIACCIA: c'era una grossa ficaia selvatica. CLICCA QUI

LA SPIAGGETTA: creata artificialmente dai gigliesi e frequentata per la comodità e bellezza. CLICCA QUI

 

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Minerali

1)Punta di Pietralta: MALACHITE - QUARZO

2)Poggio della Pagana: TORMALINA - QUARZO - ADULARIA ORTOCLASIO

3) Punta dell'Arenella: TORMALINA - BERILLIO

4) Bonsere: ELBAITE - GRAFITE

5) Poggio Temeti: TORMALINA - ORTOCLASIO - QUARZO

6)Punta di Capei Rosso: TORMALINA

7)Punta del Fenaio: QUARZO

8) Punta di Radice: QUARZO

9) Miniera del Campese: CALCITE - PIROLUSITE - STALATTITI

10) Cala delle Cannelle: PIRITE - TORMALINA - PIRROTINA

11) Cala delle Caldane: PIRITE - QUARZO - TORMALINA

12) Cala dell'Allume: SOLFO - MELANTERITE - CRISOCOLLA COPIATÌTE - ALUNITE

13) La Vena: QUARZO - GOETHITE

14) Mortoleto: QUARZO

15) Punta delle Saline: GESSO - PIRITE - BLENDA

16) Scogliera di Mezzofranco: PIRITE - BLENDA - QUARZO CLORITE - LAWSONITE

17) Punta di Mezzofranco: LAWSONITE - CLORITE

18) Poggio Zuffolone: LAWSONITE-DIALLAGIO

19) II Gronco: QUARZO - TORMALINA

20) Vaccarecce: QUARZO - TORMALINA

21) San Giorgio: PIRITE - QUARZO

22) Antico faro: TORMALINA - GOETHITE - QUARZO

23) San Francesco: CAOLINO - TITANITE

24) Poggio del Sasso Ritto: TORMALINA

25) Cava del Foriano: PIRITE.

 

 

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Cave

1) Cava delle Cannelle: GRANITO

2) Cava della Ficaiaccia o del Fonano: GRANITO

3) Cava del Lazzaretto: GRANITO

4) Cava del Piccione: GRANITO

5) Cava dell'Arenella: GRANITO

6) Cava del Fenaio: GRANITO

7) Cava di Sparvieti: GRANITO

8) Cava di Campese: CALCARE

9) Cava delle Saline: GESSO

10) Cava della Valle Ortana: CALCARE

11) Cava del Poggio della Chiusa: GRANITO

12 -13 -14) Le tré Cave del Castelluccio: GRANITO

15) Cava dell'Acqua del Prete: GRANITO

16) Cava delle Caldane: GRANITO

17) Cava della Torricella: GRANITO

18) Cava degli Alberi: GRANITO

19) Cava dei Puntoni: GRANITO

20) Cava della Cala di Mezzo: GRANITO

21) Cava di Cala Cupa: GRANITO

22) Cava dell'Allume: ALLUME DI ROCCA 

 

 

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Dialetto

Le parole che rendono il linguaggio dei gigliesi simile ad un dialetto. Da abbise a zirro cerchiamo di elencare in ordine alfabetico i termini

   

Giro dell'Isola

giglio isolaGiro dell'Isola in barca

Viaggio intorno all'isola. Seguimi ti farò visitare e conoscere la costa in un giro virtuale per visitarla in anteprima...

   

Soprannomi

Soprannomi

Fin dai tempi più antichi i gigliese usano riconoscersi oltre che con il nome ed il cognome a volte troppo comuni con un soprannome o un nomignolo.

   
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