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ortelliIn relazione all’articolo a firma del dott. Schiaffino, a parte le inesattezze riportate, Vi chiedo gentilmente di pubblicare la lettera personale a lui inviata il 15 aprile scorso e per la quale mi rende  risposta solo in data odierna.

Puntualizzo inoltre, differentemente a quanto sostenuto dal dott. Schiaffino, che detta email è stata inviata al Medico di Medicina Generale, promotore della “sperimentazione,” e a tutte le componenti di sanità del tavolo di Crisi, quindi Giunta e Misericordia, oltre alla la ASL di competenza, a dimostrazione della chiara trasparenza che ho sempre ricercato in tutte le occasioni.

Rimaniamo fiduciosi in attesa della consegna ufficiale del progetto, ancora non trasmesso in via ufficiale a questa Amministrazione, come prassi istituzionale richiede. La Giunta sarà così in grado di informare preventivamente i cittadini del Giglio, con dati alla mano, sui dettagli del progetto e sugli obiettivi che detto studio ha inteso stabilire.

Da: Sindaco Sergio Ortelli <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;
Date: mer 15 apr 2020 alle ore 14:29

Subject: Studio sulla prevalenza covid-19 all'Isola del Giglio
To: Armando Schiaffino ;
Cc: libero schiaffino ;, walter rossi;, cosimo pini ;, Pietro Baffigi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

Ciao Armando buon pomeriggio.

In questi ultimi due giorni con la Giunta ho fatto una riflessione su quanto proposto da te e dalla Muti nel tardo pomeriggio di pasquetta. A mente fredda abbiamo fatto alcuni ragionamenti che hanno un po’ spento, ma non del tutto, l’entusiasmo iniziale.

Lo studio, spiegato da te e dalla Muti nel corso dell’incontro, in generale è condivisibile ed è, in linea di massima, parallelo a quanto stanno facendo molti altri comuni della Lombardia anche se quei territori vivono una realtà ben diversa dalla nostra. Il mio punto di rammarico è, te lo dico con tutta sincerità, il mancato interessamento dell'Amministrazione, della ASL e della Misericordia fin dalla fase iniziale. Ritengo ciò stranamente tardivo, limitato all'ultimo step ovvero quando ci recheremo presso i cittadini a proporgli l'effettuazione del test.

Non credo di essere tacciato di pregiudizio se affermo ciò ma nelle mia veste di rappresentante delle istituzioni locali ritengo doveroso fare queste precisazioni. Le stesse perplessità vengono a me poste da alcuni partecipanti all’incontro con i quali mi sono confrontato a stretto giro di poco tempo. La notizia che i kit siano addirittura già sull'isola, e che quindi saremmo pronti per la sperimentazione, avvalora quanto sostenuto sopra.

Stamani, parlando la dott.ssa Giovani per capire il coinvolgimento della ASL mi diceva che del progetto ne sapeva ben poco essendo stata avvisata da un semplice sms mentre invece era richiesto un approfondimento da parte ASL. Credo dunque che il necessario coinvolgimento delle istituzioni come ASL e Comune possa dare valore allo studio soprattutto se approvato dall’organismo deputato alle questioni sanitarie.

Avendo appreso dello studio solo due giorni fa mi piacerebbe conoscere chi ha organizzato la ricerca, chi ha tenuto i contatti tra le università, con la Regione, se c’è stato uno scambio di documenti progettuali, e perché non siamo stati coinvolti da subito, perché da subito avremmo cercato di dare un'organizzazione costruttiva a questa importante ricerca.

Nella mattinata di oggi, parlando con il Direttore Sanitario ASL Toscana Sud Est, dott.ssa Dei, la stessa mi diceva che iniziative del genere devono seguire una procedura ed essere prima valutate dal Comitato etico della regione affinché il progetto possa essere certificato a livello regionale e solo dopo sviluppato sul territorio. Quindi credo che “correre” non convenga a nessuno e che tutta la questione richieda un doveroso approfondimento.

Intanto, vorrei porti una serie di domande che riteniamo indispensabili per il percorso che ci siamo dati: 

  1. se esiste un progetto e se non sia nel caso di inviarlo all’Amministrazione comunale perché possa valutarne i contenuti, non certo sanitari ma di impatto turistico ed economico. C’è un evidente risvolto sociale derivante dallo studio che vorremmo valutare con i giusti tempi;

2.      se non sia necessario siglare un protocollo d'intesa, semplice e chiaro, per stabilire i rapporti di chi fa che cosa, con il quale capire gli specifici compiti delle parti che partecipano al progetto come l'università, la regione, il comune, la asl e la misericordia. D'altra parte, è stato chiesto anche nel corso dell'incontro, a quale titolo la Misericordia effettuerebbe sul campo i test sierologici. Il protocollo servirebbe infatti ad identificare i ruoli che ieri non sono stati evidenziati correttamente e soprattutto servirebbe ad istituzionalizzare i rapporti nella ricerca che tra amministrazioni pubbliche non possiamo evitare. 

3.      se non sia il caso di seguire la procedura prevista per iniziative di questo genere producendo l’approvazione della ASL Toscana Sud Est.

4.      quali sarebbero i costi a carico della Pubblica Amministrazione e della Misericordia?  

5.      come verrebbero utilizzati i risultati dello studio e se l'Amministrazione ne potrà disporre per un futuro piano sanitario da condividere con la ASL;

Tutto ciò contribuirebbe ad eliminare le perplessità di cui mi sono fatto carico e procedere poi nel migliore dei modi alla sperimentazione.

Rimango in attesa di un tuo cortese riscontro.

Sergio

   

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