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schiaffinoForse l'inizio del declino iniziò proprio quando il sindaco dell'epoca concesse la costruzione del residence Marina del Giglio, praticamente un quarto paese cui si dovettero fornire servizi ma i cui enormi proventi (in tempi di vacche grasse) finivano fuori dall'isola e che ha poi costituito, in tempi di crisi più recente, una penalizzante concorrenza alle attività ricettive locali. A distanza di circa quarant'anni la collettività isolana deve ancora beneficiare delle “briciole” che dovevano essere consegnate, fin da allora, a titolo di pagamento oneri di urbanizzazione (due particelle di terreno, la vecchia chiesetta dei minatori, due locali ad uso ambulatorio).

Poi venne il periodo della “lotta al Parco”. A un consigliere comunale di allora ferocemente contrario (poi eletto sindaco) fu sufficiente ricevere una telefonata di un turista che minacciava di non venire più al Giglio se avessero istituito il Parco, per sostenere che bisognava addirittura chiedere il sequestro degli elenchi telefonici sulla cui copertina, sotto la carta geografica del Giglio, era già stampato “Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano”. Una lotta antistorica e farneticante che ha portato l'isola solo ad essere militarizzata dalla forestale e a non beneficiare di tutte le agevolazioni concrete e di immagine conseguenti all'istituzione di un'area protetta. Un esempio per tutti: in altre realtà, altri cervelli, sfruttando il valore aggiunto del concetto di “Parco Nazionale” hanno guadagnato milioni vendendo prodotti salutistici a base di “acqua di mare del Parco ….” da nebulizzare nel naso.

Nonostante la tutela del bene naturale dovesse essere la preoccupazione più importante in una economia come quella gigliese, in termini di adozione di fonti energetiche rinnovabili nulla si è mai fatto che andasse al di là del finanziamento di inconcludenti studi di fattibilità. Anzi, la locale centrale termoelettrica del Giglio (e poi anche quella di Giannutri) continua a funzionare a gasolio e a immettere nell'atmosfera migliaia di tonnellate di CO2. Un decreto del 14 febbraio del 2017 per le energie rinnovabili nelle isole minori, che prevedeva per il Giglio la produzione almeno del 20% con fonti alternative entro il 31 dicembre 2020, non ha trovato a tutt'oggi nessuna minima pratica attuazione: e tutto questo senza che né la locale amministrazione comunale (né l'Ente Parco) ne abbiano mai sollecitata l'applicazione.

Tutto questo, oltre al mancato rispetto di numerosi altri requisiti di natura ambientale, fondamentali per un luogo turistico (vedi situazioni della raccolta differenziata, bonifica della discarica ecc.), ha sicuramente determinato la crisi dell'ultima stagione turistica, le cui cause però sono state imputate da molti “alla crisi nazionale generale”.

Qualche settimana fa, un importante giornale finanziario nazionale (“Il sole 24 ore”) pubblicava un articolo in cui si sosteneva lo storico concetto che, in periodi di crisi economica, povertà e ricchezza si polarizzano agli estremi della società. A riprova venivano riportati i risultati di un' indagine sul mercato immobiliare nazionale da cui si evinceva che : “gli immobili residenziali nelle zone privilegiate (ovvero nei posti di villeggiatura più rinomati ndr) registrano un incremento medio di valore del 7,1 % con l'unica eccezione dell'isola del Giglio”.

L'articolo prosegue affermando che “Diversa e diversificata, la situazione delle altre località marine “non di pregio” …...

L'autorevolezza del giornale viene quindi a certificare un declassamento dell'isola non imputabile a fattori esterni. Il perseverare in scelte politiche sbagliate ha fatto si che, alla fine, arrivasse il conto. L'aspetto più significativo della crisi gigliese indica chiaramente che è ormai finita la certezza che il brand “Giglio” supplisca a oltranza a comportamenti scorretti.

L'augurio che faccio a me stesso e a tutti i cittadini gigliesi è che il prossimo anno sia caratterizzato da scelte idonee e politicamente adeguate, nella consapevolezza che, per una migliore qualità della vita isolana, non sia più spendibile il solo valore aggiunto legato alle nostre bellezze naturali, comunque ancora presenti e incontaminate.

 

Armando Schiaffino – ex sindaco

 

Isola del Giglio, 28 dicembre 2019

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