IT alert toscana 23 gennaio 1024x1024scritto da www.grenreport.it  

Un messaggio broadcast sarà inviato su tutti i telefoni cellulari che si troveranno nel raggio di due chilometri dall’impianto: nessuna app verrà installata né sarà violata la privacy degli utenti

Dopo il test effettuato con successo la scorsa estate, IT-alert – il nuovo sistema di allarme diretto alla popolazione che la Protezione civile sta sperimentando da tempo – tornerà a interessare la Toscana il prossimo 23 gennaio, nell’area di Prato e Campi Bisenzio.

Dalle 14.30 alle 18 sarà infatti simulato un incidente rilevante presso uno stabilimento industriale, ovvero la Toscochimica con sede a Prato, in via Ettore Strobino.

In ottemperanza alla relativa Ue 2012/18/UE, per “incidente rilevante” si intende un evento quale un’emissione, un incendio o un’esplosione di  grande entità in uno stabilimento industriale classificato a rischio, che dia luogo a un pericolo grave, immediato o differito, per la salute umana e per l’ambiente.

Ciascuno stabilimento industriale a rischio deve disporre di un Piano di emergenza, ma l’avvio di IT-alert potrà contribuire a mettere al sicuro le persone, avvertendole appunto in caso di pericolo.

Nello specifico, il 23 gennaio sarà simulato un incidente – la formazione di una nube di vapori tossici – dal pericoloso impatto sulla popolazione: partirà dunque un’esercitazione su scala reale per testare il modello di intervento e misurare l’efficacia delle procedure di messa in sicurezza e soccorso.

Oltre alle modalità di informazione alla popolazione già prevista nel Piano di emergenza, per la prima volta verrà testato anche l’invio di un messaggio IT-alert di test a tutte le persone che si troveranno nelle vicinanze dell’azienda.

«Un messaggio broadcast sarà inviato su tutti i telefoni cellulari che si troveranno nel raggio di due chilometri dalla Toscochimica – spiegano dalla Regione – Il messaggio di test raggiungerà anche i cittadini del Comune di Campi Bisenzio nelle aree più vicine all’azienda e chiunque si trovi a transitare nell’area oggetto del test».

Come sempre, nessuna applicazione verrà installata sui cellulare e nessun dato sensibile dei cittadini verrà trattato.

IT-alert, secondo la metafora usata direttamente dal capo dipartimento della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio – nel corso del suo intervento all’Earth technology expo di Firenze dello scorso novembre – funziona infatti semplicemente come una sirena d’allarme.

Ovvero la Protezione civile individua un’area a rischio, e dà alle compagnie telefoniche indicazione di diramare un messaggio d’allarme a tutti i clienti presenti in quell’area. Come nel caso di una sirena, se un cittadino col proprio telefono è presente nell’area a rischio sente il messaggio d’allarme, altrimenti no; proseguendo con l’analogia, l’informazione è unidirezionale e la Protezione civile non sa a chi arriva o meno il messaggio.

A sua volta, chi riceverà il messaggio broadcast in occasione del testo del 23 gennaio, non dovrà fare niente di particolare; per stavolta si tratta infatti solo di un’esercitazione per monitorare il funzionamento dello strumento.

Il contenuto del messaggio broadcast, per non allarmare realmente chi lo riceverà, riporterà la seguente dicitura: “TEST TEST Questo è un MESSAGGIO DI TEST IT-alert. Stiamo SIMULANDO un incidente industriale nella zona in cui ti trovi. Per conoscere quale messaggio riceverai in caso di reale pericolo per un incidente industriale vai su www.it-alert.gov.it TEST TEST”.

L’importanza di esercitazioni come questa – condotta in raccordo tra Prefettura, Regione Toscana e Protezione civile nazionale – non è comunque da sottovalutare, come evidenzia oggi il presidente Eugenio Giani: «Permette di sensibilizzare le cittadine e i cittadini sui temi della Protezione civile e di familiarizzare con questa nuova tecnologia di invio di messaggi. È anche questo un modo per aumentare la consapevolezza dei rischi presenti sul territorio, di come le istituzioni sono attrezzate per farvi fronte e quali siano i comportamenti corretti da assumere in caso di emergenza».

   

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